Torino, Fassone al lavoro per un acquirente all'estero: il club oggi vale 200 milioni
Il futuro del Torino potrebbe presto entrare in una fase decisiva. Dopo anni di gestione, Urbano Cairo continua a ribadire il proprio impegno economico nel club, ma allo stesso tempo lascia aperta la porta a una possibile cessione. “Nel Toro ho messo 72 milioni di tasca mia. Quando sono arrivato ho aumentato il capitale sociale a 10 milioni”, ha ricordato più volte il presidente granata, sottolineando come negli anni i versamenti complessivi abbiano raggiunto circa 80 milioni. Una cifra significativa, ma distante dal volume d’affari generato dal club dal 2005 a oggi, pari a circa 1,37 miliardi, con un bilancio complessivo però in negativo.
L’acquisizione del Torino, avvenuta nel 2005 dopo il fallimento, fu simbolica: poche migliaia di euro per rilevare le quote, a cui si aggiunse poco più di un milione per marchio e cimeli. Oggi, però, il valore è cresciuto sensibilmente. Negli ultimi mesi, secondo Tuttosport, si sono intensificati i contatti esplorativi per una possibile cessione. In questo contesto si inserisce il lavoro di Marco Fassone, impegnato nella ricerca di investitori tra Europa, Stati Uniti e Medio Oriente. Il dossier del club è già arrivato anche a Londra, con il coinvolgimento di istituti come Lloyds Bank pronti a fare da garanti.
Le prime valutazioni parlano di circa 200 milioni di euro, anche se offerte concrete non sono ancora arrivate. Cairo, dal canto suo, è stato chiaro: “Se arriva qualcuno più bravo e più ricco di me, sono pronto a farmi da parte”. Dopo anni di plusvalenze costruite sul mercato, la cessione del club potrebbe diventare la più importante operazione dell’era Cairo.
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