Cairo non parla più di cessione del club, Torino rinato dopo la rivoluzione di Petrachi
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Raimondo De Magistris
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Oggi alle 12:50Serie A
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26.10.2026 12:50Serie A
Reduce dalla vittoria contro il Monza, la terza di fila, il Torino tornerà in campo domani: dalle 20.45 la sfida contro il Como
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Erano i primi giorni di agosto quando Urbano Cairo col nuovo Torino in piena costruzione ribadiva la volontà di cedere il club dinanzi a una buona offerta: "Ho detto pubblicamente che sono disponibile a cedere il Torino. Per il momento ho visto dell’interesse ma non ho mai ricevuto offerte vere e proprie. Io sono il presidente e se questo sarà l’ultimo anno vorrei che fosse il migliore: voglio fare la mia migliore stagione, poi dopodiché magari vendo, per cui voglio che ci sia un ricordo bello". Da quelle parole sono trascorsi due mesi e mezzo e il tema non sembra più all'ordine del giorno: forse perché un interessamento concreto non è ancora arrivato, forse perché la stagione del Torino sta prendendo una piega positiva e quindi è meglio temporeggiare.
Tre successi consecutivi, 13 punti in otto gare
Venerdì sera la squadra granata ha conquistato la sua terza vittoria di fila, non accadeva dal 2019. C'era Mazzarri in panchina, quel Torino a fine stagione chiuse al settimo posto e staccò la qualificazione alla successiva Europa League. L'ultima partecipazione per il Toro alle coppe europee. Dopo al massimo un nono posto con Ivan Juric: troppi campionati anonimi uno dopo l'altro per riaccendere l'entusiasmo, troppe delusioni per riavvicinare un pubblico che invece, adesso, sta rispondendo con oltre 20mila tifosi di media in casa. "Questa è una piazza fantastica e riavvicinare i tifosi era un nostro obiettivo, vogliamo creare alchimia e riaccendere sentimento", le parole rilasciate nel week-end da Ignazio Abate, tecnico scelto in estate da Gianluca Petrachi nonostante D'Aversa nella scorsa stagione abbia portato a termine la sua missione.Rivoluzione firmata Petrachi
Allenatore ma non solo. Petrachi risalito in sella per cambiare il volto della squadra dalla scorsa estate ha costruito praticamente a costo zero un Torino che oggi può contare su una rosa più profonda. Che ha un attacco ancora troppo corto nonostante Kulenovic, ma che grazie a prestiti e buoni rapporti ha allargato e non poco il range di scelte a centrocampo: grande intuizione il tuttofare Fitz-jim, subito protagonista Daniel Braganca. Rivoluzionate le fasce con gli arrivi di Belghali e Fortini, riportato all'ovile Cacciamani. E poi ancora Perri e Comert. Comuzzo e Oristanio. Un mercato rifinito negli ultimi giorni che permetterà al Torino di valutare con calma riscatti che già oggi appaiono molto convenienti e ha permesso ad Abate di lavorare con una squadra tutta nuova rispetto a quella che ha concluso l'ultima stagione. E la cessione del club? Per ora non sembra più un argomento di discussione. Cairo dopo le dichiarazioni estive in risposta all'aperta contestazione dei suoi tifosi si gode il riavvicinamento del pubblico granata alla squadra. Una tregua dettata dal buon momento del Torino e non figlia di un rapporto ricostruito, ma comunque un passo avanti.Altre notizie
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