APU Udine all'esame Virtus Bologna: la sorpresa è diventata certezza
In un PalaCarnera Credifriuli vestito a festa per il ritorno in Serie A, Udine faceva sudare le proverbiali sette camicie alla Virtus Bologna campione d'Italia: era lo scorso 11 ottobre, seconda giornata del girone d'andata. A fine partita, la sensazione per gli uomini di Dusko Ivanovic era quella di aver evitato un passo falso contro una neopromossa, non certo quello di aver fatto una scampagnata in Friuli; il presidente dell'APU Alessandro Pedone, con una certa soddisfazione, affermava di aver "decisamente spaventato" (per usare un eufemismo) una corazzata.
Nessuno si aspettava infatti che la squadra di Vertemati potesse mettere in difficoltà una squadra zeppa di talento, compreso quel Edwards che da solo a pochi secondi dalla fine riprendeva una partita scivolata via, dopo un ultimo quarto da soli 12 punti. Alla fine, la Virtus vinceva grazie alla bravura e alla maggior esperienza nei momenti clou delle gare, quando si decide chi vince e chi perde. Poteva sembrare un fuoco di paglia, ma Udine ha dimostrato che non era così.
Durante tutta la stagione, Udine ha venduto cara la pelle contro squadre che, per mezzi e budget, sono nettamente superiori. Nessuna delle squadre che la precedono ha passeggiato contro i bianconeri, che nell'ultimo periodo stanno diventando più concreti e più solidi. Nonostante l'assenza pesante di Hickey, l'APU è riuscita a fare quadrato attorno a un capitan Alibegovic da Nazionale, inserendo a pieno regime i nuovi e trovando una fluidità e un ritmo che rendono il proprio gioco davvero godibile. Da quando è arrivato Christon, i bianconeri sono terzi per rendimento con 12 punti, dietro soltanto a Virtus e Olimpia Milano. La qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia non è casuale, così come il piazzamento che fa sognare la postseason ai tifosi.
Parlare di singoli però sarebbe fare un torto a una squadra come Udine. La compattezza del nucleo degli italiani sta dando un apporto incredibile, così come le caratteristiche eterogenee degli stranieri permettono al gruppo di essere più della semplice somma delle individualità. Dopo un intero girone, le avversarie hanno potuto studiare i bianconeri e hanno capito che si tratta di un osso duro. Udine andrà a Bologna a giocarsi le proprie carte per cercare la vittoria, senza presunzione ma anche senza timore reverenziale: la neopromossa non è più una sorpresa, ma una solida certezza.






