Mamoli: "L'Apu Udine è un esempio virtuoso, da dicembre solo Milano e Bologna hanno fatto meglio"
Alessandro Mamoli, voce dell’NBA in Italia su Prime Video e responsabile editoriale di LBATV, è stato ospite del podcast "It's Apu Time" per parlare del momento di salute della pallacanestro italiana.
Qual è lo stato di salute del movimento cestistico italiano?
"Viviamo in un paese di risultatiti e tendiamo a mantenere quel ragionamento anche quando dobbiamo giudicare una cosa. Non credo che se succeda un qualcosa, per forza sia la fotografia del nostro movimento. Spesso lo associamo al rendimento della Nazionale, se va bene allora il movimento funziona. Ci sono delle realtà dove funzionano molto bene le cose e altre dove funzionano un po’ meno bene, il tema è far funzionare tutti allo stesso modo. Bisogna provare a riscrivere le regole, per rendere più sostenibile quello che facciamo".
Il campionato italiano è ancora così competitivo?
"Credo che si sia alzato il livello di altre leghe europee e non c’è più un’unica alternativa all’NBA che un tempo eravamo noi e al limite la Spagna. Adesso ci sono anche la Francia, la Germania, il Belgio e tante altre. C’è più concorrenza, e questo è un bene per il movimento italiano".
Gli italiani vanno tutelati in Lba?
"Anche qui ci sono due filosofie contrastanti. Ci deve essere una sorta di tutela sul giocatore italiano ma non troppa. Abbiamo Nazionali giovanili che hanno fatto grandi risultati, ma poi alcuni ragazzi si perdono. Qua sta anche il lavoro delle società nel lanciare i giovani, come Udine con Calzavara. Ma anche qui le regole sono cambiate e perché un club dovrebbe avere interesse a sposare questa strategia? Ecco quindi che anche la Federazione svolge un ruolo importante, perché il giocatore diventa patrimonio della pallacanestro italiana".
L’Nba Europe sarà un terremoto?
"Sono curioso di vedere come le squadre che faranno eventualmente anche l’Nba Europe poi riusciranno a strutturarsi anche per il campionato. Perché altrimenti hanno una forza economica importante per riuscire a fare tutto, è una sfida intrigante. È 25 anni che la pallacanestro europea ad alti livelli non funziona e non avrebbe senso chiudersi".
Ti aspettavi Udine alle Final Eight?
"Conosco Vertemati quindi un po’ sì, l’Apu è un esempio virtuoso di come non sempre cambiare di pancia fa la differenza. Aver dato fiducia al progetto tecnico, a un gruppo di italiani consolidato e aver cambiato poco con qualche innesto ha fatto sì che Udine alla vigilia della 19esima giornata sia la vera sorpresa del campionato. Guardando i numeri, da dicembre solo Milano e Bologna hanno fatto meglio. Non conoscevo benissimo la squadra ma, vedendo come erano state giocate e perse tante partite, la sensazione era che questa squadra potesse avere dentro qualcosa in più. Alibegovic e Calzavara stanno dimostrando da italiani di meritare di stare in Lba, questo merito anche di un coach che ti da fiducia e ti lascia in campo per tanti minuti".






