L'Udinese paga la qualità superiore della Juventus, ma la resa incondizionata è ingiustificata
Lo 0-1 finale non fotografa perfettamente la gara vista al Bluenergy Stadium. Che la Juventus partisse favorita era ovvio, ma la qualità messa in campo dai piemontesi ha evidenziato la netta differenza (tecnica e di valore della rosa) tra le due squadre. L'Udinese ha meritato di perdere, forse anche con un risultato più pesante rispetto a quello finale.
È stata la terza miglior partita della Juve in questa Serie A per xG: 3.44 (meglio solo in Juventus-Udinese con 3.94 e in Parma-Juventus con 3.99). Una prova figlia anche di una resa incondizionata e ingiustificata da parte dei friulani. La difesa impostata da Runjaic ha provato a reggere di fronte all'attacco leggero proposto da Spalletti ma la sensazione (chiara a chiunque fosse allo stadio o seguisse la gara in tv) era che prima o poi il muro dei ragazzi di Runjaic sarebbe crollato. Bastava solo una folata più forte, come la verticalizzazione sulla corsa di Locatelli per Yildiz.
Troppo poco, poi, offensivamente per impensierire Bremer e compagni. I 6 tiri dell'Udinese sono stati tentati da due giocatori: 4 per Atta, 2 per Ekkelenkamp. Basta questo dato per dire che il pareggio sarebbe stato un lusso per i friulani. "Avevo detto che avremmo dovuto offrire la prestazione perfetta, non ci siamo riusciti e dobbiamo rispettare il verdetto del campo", ha sottolineato Runjaic nella conferenza stampa post partita. Come se fosse necessario giustificare la superiorità sulla carta e in campo della Juve, o farlo capire meglio come concetto. "A volte si rende questo sport troppo complicato, ma la verità è che la Juventus è semplicemente più forte di noi", ha sempre detto il tecnico tedesco.
Tutto giusto mister, le aspettative non erano altissime nell'ambiente friulano che però non si aspettava nemmeno di sentirsi definire la propria squadra come una di medio livello. È fondamentale darsi un giusto valore, come cercare di rimanere con i piedi per terra, ma è altrettanto corretto non fossilizzarsi su dei pre concetti che sul campo non sempre trovano poi risultati concreti.
"Non sono l'uomo per parlare di futuro", ha anche dichiarato Runjaic (questa volta nel pre gara). E questa frase, tanto passata inosservata quanto in realtà forte in termini di significato, conferma la sensazione che da un paio di settimane aleggia sull'allenatore bianconero. Quasi come il primo ad arrendersi sia stato proprio lui. Di una sensazione si tratta, è giusto ribadire e sottolineare che è principalmente dettata dal modo di comunicare di Kosta (sia verbale che non verbale), ma è chiaro che viene poi riflessa su tutta la squadra. Con 9 partite ancora da giocare il futuro appare lontano, è vero, ma la programmazione della prossima stagione passa inevitabilmente dalle settimane che arriveranno.
Perché i malumori (interni ed esterni) ci sono ma basta poco per spazzarli via con risposte convincenti. Come non è successo, in realtà al Bluenergy Stadium, dove l'Udinese ha pagato la qualità superiore della Juventus con una resa incondizionata e ingiustificata.






