Venezia-Empoli, Stroppa: "Orgoglioso della mentalità della squadra"
In seguito alla partita di Serie B contro l'Empoli, ha parlato in conferenza stampa l'allenatore del Venezia, Giovanni Stroppa. Di seguito le sue risposte ai giornalisti.
Nel primo tempo il predominio è stato indiscutibile, ma si è forse fatto un pò fatica ad arrivare a quel gol che è invece arrivato nella ripresa: cosa è successo di più nel secondo tempo?
"Niente. Ho chiesto di fare le cose come stavano facendo, cercando di fare gol rispetto a quello che stava succedendo. Mi sembra che Fulignati abbia fatto tre parate. Siamo arrivati tante volte, giocando sistematicamente nella metà campo avversaria, senza concedere palle gol. Nel secondo tempo è andata sulla falsa riga del primo".
TVS - Oggi più che mai tutti sono stati protagonisti, compresi i subentranti a partire da Compagnon: è questa la forza della vostra squadra?
"In questo momento assolutamente sì. Ho sempre detto che i ragazzi sono prontissimi e sarebbe sbagliato da parte mia dire che lo siamo stati solo oggi. Stiamo toccando con mano quello che potrebbe succedere fra tre punti e il mio pensiero è sempre stato a chi gioca di meno ed è così. Una squadra non è soltanto forza sulla carta, ma anche grinta, compresa quella di chi gioca di meno e chi si allena tutte le settimane e in tutti gli allenamenti tira il gruppo. La bellezza è attingere dalla panchina al momento giusto e noi allenatori sembriamo più bravi quando uno entra e determina la gara negli episodi, ma la differenza la fanno le qualità dei ragazzi come ad esempio Compagnon anche Dagasso, che è entrato bene, e Casas, che ha fatto a sportellate. Abbiamo visto anche Korac come ha giocato a Bari e me lo sono tenuto in dubbio fino ad oggi. Invece, Franjic era due settimane che non si allenava e ha fatto una partita strepitosa".
TVS - La squadra ha dominato anche gli occhi e oggi, pensando ai risultati degli altri, era ancora più difficile:
"Sono situazioni potenzialmente difficili da gestire. Comunque, rispetto alle altre volte, nei primi minuti qualche coro è arrivato e hanno capito che la squadra ha bisogno di quell'apporto e quel calore, anche se poi i cori erano diversi. Li sicuramente l'hanno sentito. Invece, per quanto riguarda i risultati delle altre, non ne abbiamo parlato. Sapevamo che erano lì e hanno vinto tutti, quindi bisogna vincerle tutte. Abbiamo un vantaggio non da poco: due partite e tre punti. Quello che posso dire è che mancano tre punti".
Quanto ti rode essere a 78 punti e non poter ancora festeggiare?
"Vuol dire che gli altri sono bravi quanto noi. Bisogna fare i complimenti a Bianco e ad Alvini, ma anche allo stesso Inzaghi, il quale ha fatto un percorso straordinario. Non posso fare altro che farli i complimenti perché stare davanti con questa costanza e qualità di gioco e prestazioni e risultati non è semplice. Credo che la coerenza che hanno mostrato queste squadre la leggiamo e lo scrivete. E' un campionato veramente da record ed essere lì in testa da Gennaio mi rende super orgoglioso delle mia squadra e della mentalità che ha acquisito senza mai mollare".
C'è stato un episodio che avrebbe potuto cambiare il corso della partita, ovvero il rigore assegnato e poi revocato dopo il controllo al Var nel secondo tempo, dove ti abbiamo visto in una reazione un pò stizzita e un piccolo alterco con Fulignati, poi chiuso con un abbraccio riappacificatore: puoi spiegarci cosa era successo in quel frangente e cosa hai pensato dopo l'assegnazione del calcio di rigore?
"C'era stato Yeboah a terra e, quindi, abbiamo buttato fuori la palla nei pressi della nostra panchina. Credevo che la palla ci sarebbe stata riconsegnata lì, come poi ho detto a Fulignati, il quale ho personalmente allenato e sono assolutamente sicuro che non lo ha fatto apposta. Sicuramente ci abbiamo messo del nostro, perché Stankovic voleva calciare, ma l'ha presa male ed è andata quasi nella nostra area e dopodiché eravamo in palleggio e ci siamo addormentati. C'è stata quella situazione lì e per fortuna nessuno ha preso la palla con le mani. Fortunatamente c'è il Var e, quindi, facciamo finta che non sia successo niente. Però, c'è qualche anno di vita l'ho perso (ride ndr)".
TVS - Uno dei giocatori che forse è stato la chiave del secondo tempo è Doumbia, oggi molto coinvolto, più delle scorse partite, e nella ripresa ha partecipato in tutti i gol e ha preso anche una traversa: qual è il suo parere sulla sua prestazione?
"Stamattina gli ho parlato davanti alla squadra e ho detto che quindici milioni di euro per lui sono troppo pochi. Quindi, doveva salire di valore e cercare di fare qualche gol. In un certo senso, sono stato un buon motivatore (sorride ndr). Al di là delle battute, credo che ha nelle corde questa capacità di finalizzare. E' un peccato, e la stessa cosa posso dire di Kike Perez, perché non dico che possono essere più bravi, ma cercare più l'incisività e non solo la bellezza del gioco. Quando hanno occasioni, devono attaccare la porta, lavorando anche da attaccanti, perché l'allenatore lo consente".
Sei stato un buon motivatore con Doumbia, ma non abbastanza con Yeboah perché doveva segnare già a Bari e invece non ha segnato neanche stavolta: gli pesa un pò il gol vista la rabbia con cui è uscito?
"Non potevo fare altro che toglierlo. C'erano due o tre ripartenze, ma sembravano un pò fuori dal contesto in quel momento lì. Però, tutte le cose importanti le hanno fatte lui e, quindi, Yeboah va sempre in campo".
C'è qualcosa di particolare che vi siete detti sotto la Curva con la squadra?
"Non dico che è scaramanzia, ma ho detto che manca ancora quella cosa. E' tutto bellissimo e stupendo e oggi c'era un grande entusiasmo ed elettricità. Non poteva andare diversamente e, quando mi hanno chiamato proprio sotto, mi sono permesso di dire che dobbiamoa arrivare a 81 ounti".






