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Como-Venezia, Nicola: "Rigore netto su Milla. Episodio eclatante"

autore
Flavio Zane
per Tuttoveneziasport.it
Oggi alle 16:36Primo Piano
autore Flavio Zane
01.11.2026 16:36Primo Piano

In seguito alla partita di Serie A contro il Como, ha parlato in conferenza stampa l'allenatore del Venezia, Davide Nicola. Di seguito le sue risposte ai giornalisti.

La partita può essere stata condizionata dall'episodio del rigore negato al Venezia su cui Fabregas ha detto che gli era sembrato rigore e che, successivamente, gli avrebbero spiegato perché non lo era: qual è invece la sua considerazione?

"Io partirei analizzando la partita, per poi rispondere alla sua domanda. Io posso solo parlare di questi sedici-diciotto giorni, periodo nel quale abbiamo giocato quattro partite, incontrando Napoli, Genoa, Inter e Como. Il paradosso è che abbiamo ottenuto di più nella partita d'esordio dove forse non c'era tutto quel merito e la vittoria è stato un pò sopra quello che abbiamo fatto, invece che a Genova, quando abbiamo fatto molto bene, soprattutto nel secondo tempo. Poi, con l'Inter abbiamo fatto una grande partita e oggi abbiamo fatto quella che dovevamo fare, perché non dobbiamo dimenticarci che c'era una differenza. Tu puoi interpretare la partita in tre modi possibili e cerchi di proporre te stesso accettando i rischi che puoi avere a certi livelli quando non hai ancora maturato il tuo percorso. Oppure, puoi solamente badare a togliere spazi. Noi vogliamo di fare due cose fondamentalmente: essere efficaci in fase difensiva e non rinunciare a proporci. Secondo me, con l'Inter la partita è stata più dinamica ed energetica e siamo riusciti ad interpretare meglio il passaggio nelle due fasi. Oggi non era facile, perché dall'altra parte non c'era una squadra qualunque. Poi, non è che il Como ci ha asfaltato nella sua proposta, che è notevole. Allo stesso tempo, nelle due partite ci sono state due situazioni che forse ci hanno tolto un pò di energia.Tu arrivi con il tuo spartito, cerchi di fare la tua partita. L'arbitro secondo me oggi ha fatto bene anche se per me era calcio di rigore tutta la vita. Se vai in vantaggio, magari cambiano le dinamiche: magari il Como gioca ancora meglio o magari invece riesci a essere più fluido. Invece, la partita è stata tatticamente un pò bloccata ovviamente dalle loro qualità e dalle nostre. Dispiace perché poi bisogna tenere calmi i giocatori, perché poi magari pensano che tu non li tuteli. Però, non bisogna mai perdere di vista qual è il nostro percorso e il focus che stiamo mettendo per dove vogliamo arrivare". 

Come si allena il particolare della tua squadra di cambiare lo spartito nella partita?

"Utilizzando soprattutto il campo e facendo vedere molte situazioni di gioco nostre e degli avversari. In Serie A è importante non lasciare mai far scivolare via il risultato. Poi, ripeto, per chi lotta per il nostro obiettivo è tremendamente difficile e ogni partita ha una componente altissima di difficoltà. In ogni partita devi prendere ciò che ti fa crescere e capire come ottenere il risultato. Anche giocando con Inter e Como, lo abbiamo fatto con l'idea di trarre il massimo e di fare quello che serviva per rimanere in partita, cercando di essere proficui ed efficaci. Quindi, si allena con tantissima dedizione e organizzazione, facendo vedere situazioni di gioco e quello che accadrà da domani in poi, vedendo cosa potremmo fare meglio. Io voglio sempre energia massima da chi entra e da chi subentra e questa era per noi, come per gli altri, la terza partita in una settimana. Poi, io sono convinto che la squadra abbia i mezzi per arrivare al suo obiettivo e, se ci arriverà, lo farà alla fine sapendo che, però, non bisogna mai perdere di vista che ogni squadra ha i suoi progetti, le sue idee e la sua tifoseria. Poi, se riusciamo ad avere la possibilità di non dover commentare degli episodi che, in certi momenti, sono anche eclatanti...".

Le sue squadre nella seconda parte di campionato sono di solito delle mine vaganti:

"Io ci credo cecamente. Poi, la mia esperienza è perché mi hanno sempre messo in questa condizione dove, effettivamente, c'è sempre molto da imparare e ti dà un emozione particolare perché vedi le differenze che ci sono. Non solo a livello societario che, in questo nostro caso, abbiamo una a un livello molto organizzato e molto competente, con aree tecniche, progetti e idee importanti. Però, poi come si raggiunge l'obiettivo della salvezza? Tenendo conto delle caratteristiche che hai, del grande lavoro che devi fare e che serve accettare la differenza con gli altri che lottano anche per grandi obiettivi, se no ci lavoreresti tu. Devi cercare di arrivare a quel obiettivo con le tue armi, crescendo di partita in partita. Ecco perché in un girone di ritorno, quando magari si ha acquisito determinati comportamenti, sa esattamente come funziona la Serie A e si sa perfettamente qual è l'impegno cognitivo, emotivo, fisico e tattico che richiede, allora riesci a fare un passo in avanti importante, riuscendo a giocarti le tue carte. Noi stiamo cercando questa identità e di portarla avanti. Per il resto, sono convinto che si migliorerà solamente continuando e non perdendosi mai d'animo, perché sarebbe troppo facile vivere di picchi di umore. Io non me lo posso permettere perché, se vinco una partita, non posso neanche gioire perché, quella dopo, incontro il Como o l'Inter. Quindi, so gia che per salvarmi mi serve la continuità. Se perdo una partita, invece, non ho tempo per deprimermi perché poi ne ho un'altra dove devo cercare di fare punti. Fondamentalmente, chi fa questo lavoro e chi lavora per un obiettivo del genere, non gode mai e spera, con grandi sacrificio e impegno, di far gol alla fine".

per Tuttoveneziasport.it

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