4 maggio 2021, José Mourinho diventa il nuovo allenatore della Roma dei Friedkin
Tutti si aspettavano Maurizio Sarri. Perché la Roma dei Friedkin poteva ripartire dall'ex allenatore della Juventus, tanto che più di qualcuno si era sbilanciato sulla possibile firma già il venerdì. Invece, quel martedì, intorno alle 14.30, José Mourinho tornava in Italia per la prima volta dopo avere vinto il Triplete con l'Inter, firmando però con i giallorossi, per una nuova sfida professionale dopo il Tottenham, unica squadra - tutt'ora - a non avere vinto nemmeno un trofeo con il portoghese in panchina.
Due anni che possono cambiare la visione della Roma, dopo la Conference dell'anno scorso c'è la possibilità di alzare al cielo l'Europa League, con una semifinale da giocare contro il Bayer Leverkusen. Il passaggio più negativo è forse la sconfitta in Conference contro il Bodo Glimt, per 6-1, in Norvegia. Questo il suo intervento in conferenza stampa. "Mourinho vuole più giocatori? Sì, Mourinho è come tutti gli altri allenatori. Ma Mourinho non è uno st****o. Mourinho ha grande rispetto dei Friedkin e di Tiago Pinto. E ha accettato questo lavoro proprio perché capisce la situazione. Un risultato così succede una volta nella vita. Ma l'unico responsabile sono io".
Due anni fa José Mourinho diventava il tecnico giallorossi per la stagione successiva, con un progetto triennale che continuerà anche dopo giugno. Queste le dichiarazioni del tecnico subito dopo l'annuncio della firma e l'ufficialità, con un tweet. “Ringrazio la famiglia Friedkin per avermi scelto a guidare questo grande club e per avermi reso parte della loro visione. L’incredibile passione dei tifosi della Roma mi ha convinto ad accettare l’incarico e non vedo l’ora di iniziare. Daje Roma!"






