Fallimento dall'Esperia Viareggio, crac da 2,7 milioni della vecchia società
Un crac da 2,7 milioni di euro.
Sei indagati, il buio pesto sui libri contabili e quel nome che, beffa del destino, richiama la tecnologia nata per fare chiarezza sul rettangolo verde, l'operazione «Var».
Solo che stavolta il monitor della Guardia di Finanza non ha pescato un fuorigioco millimetrico o un tocco di mano in area di rigore, ma una presunta e sistematica distruzione dei bilanci.Il sipario sul fallimento del
F.C. Esperia Viareggio
, nobile decaduta del calcio toscano, si alza con il blitz dei militari del Comando Provinciale di Lucca, coordinati dalla Procura della Repubblica guidata dal procuratore Domenico Manzione.
Al centro dell’inchiesta c’è l’Esperia Viareggio, la vecchia società calcistica cittadina, oggi in liquidazione giudiziale e da tempo fuori dal calcio professionistico, del tutto estranea rispetto all’attuale società del Viareggio Calcio. Un’indagine lunga e complessa, condotta dalla Procura della Repubblica di Lucca insieme ai finanzieri del comando provinciale, che hanno passato al setaccio un decennio di gestione societaria.
Il verdetto dell'indagine è pesante come un cartellino rosso diretto: sei denunce per bancarotta fraudolenta distruttiva e documentale.
Nel mirino delle Fiamme Gialle ci sono gli ex amministratori che si sono passati il testimone negli ultimi dieci anni di vita del club, insieme a professionisti e collaboratori interni alla società.
La tattica del club, secondo le accuse dei finanzieri della Compagnia di Viareggio, era semplice quanto spregiudicata, una gestione opaca durata due lustri, con l'omissione sistematica di qualsiasi comunicazione sociale obbligatoria e una colossale montagna di debiti accumulata nei confronti dell'Erario.
Tasse mai pagate, contributi previdenziali per calciatori e dipendenti rimasti solo sulla carta.
Ma il vero "colpo di teatro" che ha fatto scattare il reato di bancarotta è la sparizione totale delle scritture contabili.
I libri di cassa? Polverizzati.
I registri? Introvabili.
Un vuoto assoluto creato ad arte per impedire ai curatori fallimentari e agli inquirenti di ricostruire il reale patrimonio della società e, soprattutto, di capire dove siano finiti i soldi.
Per fare luce sul mistero, gli investigatori hanno dovuto giocare d'attacco: hanno analizzato a ritroso i flussi dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione e raccolto le testimonianze chiave di consulenti fiscali e addetti ai lavori.
Per la Viareggio del pallone, che in passato ha respirato l'aria della Serie C e calcato campi importanti, è l'ennesima pagina buia di una storia recente tormentata. La palla passa ora alle aule di giustizia, dove gli indagati dovranno difendersi dall'accusa più pesante per chi gestisce lo sport, aver spento i riflettori sul club lasciando sul terreno di gioco solo un deserto di debiti.
La società è oggi una realtà sana e ambiziosa.
Proprio a metà settembre 2026 si è registrato un importante cambio della guardia: Mario Del Pistoia ha lasciato la presidenza per motivi professionali rimanendo comunque all'interno dell'organigramma come socio, mentre la squadra, dopo aver accarezzato il ripescaggio in Serie D, affronta la stagione di Eccellenza 2026/2027 con l'obiettivo dichiarato di riportare il club nel calcio professionistico.






