Gianluca Vialli, un pezzo di Juventus. Un pezzo di tutti noi
Dignità, una virtù per pochi e di pochi. Questo è stato Gianluca Vialli, per chi ha avuto il privilegio di viverlo da vicino e per chi l’ha osservato da lontano ammirando l’enorme capacità di essere tanto fragile quanto solido in ogni circostanza. Perfetto nonostante le imperfezioni che qualsiasi essere umano porta con sé. Un esempio, questa la parola più utilizzata che rappresenta appieno quello che è stato e quello che sarà nei pensieri di tutti noi.
Il ricordo della Juventus: un’icona.
Una fotografia, quella fotografia: Gianluca Vialli che alza al cielo di Roma la Champions League del meglio del 1996 vinta dalla Juventus. Quell’immagine iconica per il club bianconero è appesa sin dal primo giorno all’interno della sala conferenze dell’Allianz Stadium. E quando gli occhi ci si appoggiano sopra in queste ore tutto appare diverso, tutto assume un significato differente. Gianluca Vialli per la Juventus è stato un attaccante, un leader, un capitano, un simbolo. “Siamo stati da sempre con te e di te abbiamo amato proprio tutto”, ha scritto il club nel ricordo. La Champions League tanto ricercata dal popolo juventino che per sempre gli sarà grato tenendo bene a mente le sue gesta. Quelle acrobatiche in campo, quelle memorabili fuori dal rettangolo verde: dall’alto della sua enorme cultura, della sua gigantesca umanità che traspariva in ogni singola parola. Un’icona.
Il mondo juventino lo piange.
Ancora quella fotografia riporta alla sala conferenze dove Massimiliano Allegri ha portato il suo pensiero: “Ha rappresentato tanto, come giocatore ma soprattutto come uomo. Per i ragazzi più giovani un esempio da seguire: l’espressione di come interpretava le partite con il cuore e con la passione, non solo con la tecnica. Mancherà a tutti noi”. Le vecchie glorie del mondo bianconero che con lui hanno diviso lo spogliatoio, i più giovani che l’hanno avuto come idolo fino a tutti quelli che in questi anni l’hanno conosciuto e hanno avuto il privilegio di condividere la sua, spontanea, empatia. Da Del Piero a Conte fino a Torricelli, da Bonucci a Locatelli a Chiesa. E Andrea Agnelli che in serata ha condiviso il suo personale pensiero: “In certi momenti le parole non servono, questo è uno di quei momenti… grazie Luca, grazie di tutto”. E non possiamo che accodarci: grazie Luca, grazie per la tua umanità.






