L’abbraccio di D’Uffizi e i 400 cuori bianconeri: l’Ascoli gioca sempre in casa
Ci sono immagini che raccontano una stagione meglio di qualsiasi statistica. La corsa di Simone D'Uffizi verso il settore ospiti di Pontedera, culminata in un abbraccio collettivo con quasi quattrocento tifosi bianconeri, è una di quelle. Non è stata soltanto un’esultanza, ma il simbolo di una connessione che si rafforza partita dopo partita.
Allo stadio “Mannucci”, casa del Pontedera, il clima era tutt’altro che ostile per l’Ascoli. Anzi, per lunghi tratti è sembrato di essere al “Del Duca”.
Un legame che va oltre i risultati
Il gesto di D’Uffizi non è casuale. È la fotografia di un gruppo che sente il sostegno della propria gente e lo ricambia sul campo. La sinergia tra squadra e tifoseria rappresenta uno dei punti di forza dell’Ascoli in questa stagione.
Il calore proveniente dal settore ospiti ha coperto a tratti i cori locali, trasformando una trasferta in una partita dal sapore casalingo. È un copione che si ripete con sorprendente regolarità, indipendentemente dalla distanza chilometrica o dall’importanza dell’avversario.
Numeri che fanno la differenza
Nel girone B di Serie C, nessun’altra realtà può vantare una presenza così costante e numerosa. In casa, la media sfiora stabilmente le diecimila unità, un dato che certifica la centralità del club nel tessuto cittadino. In trasferta, il settore ospiti è quasi sempre sold out, anche nelle piazze più lontane.
Non si tratta solo di quantità, ma di qualità del tifo: passione continua, sostegno incondizionato e capacità di trascinare la squadra nei momenti delicati. Per molti avversari, affrontare l’Ascoli significa fare i conti con un “dodicesimo uomo” sempre presente.
Un patrimonio da custodire
La corsa di D’Uffizi verso quei quattrocento cuori bianconeri è la sintesi di tutto questo. È il segnale di una squadra che sente la responsabilità di rappresentare una piazza esigente ma innamorata dei propri colori.
In una categoria dove spesso le differenze tecniche sono sottili, l’energia che arriva dagli spalti può diventare determinante. L’Ascoli lo sa bene e continua a costruire il proprio percorso anche su questa forza invisibile ma potentissima.
E finché il settore ospiti continuerà a colorarsi di bianconero, ogni trasferta potrà trasformarsi in una nuova casa.






