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Lupo: "Impressionato dal Vicenza. Per l'Ascoli deve essere una stagione di costruzione"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Oggi alle 11:51Serie C
di Daniel Uccellieri

Lupo: "Impressionato dal Vicenza. Per l'Ascoli deve essere una stagione di costruzione"

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Fabio Lupo, direttore sportivo che in carriera ha lavorato con Ascoli, Cosenza e Palermo fra le altre, è intervenuto nel corso dell'appuntamento mattutino di ieri sera della trasmissione A Tutta C, in onda su TMW Radio e su Il 61, canale 61 del digitale terrestre. Direttore, in virtù della tua grande competenza, ti chiedo quali sono i progetti e le realtà della Serie C che in questa stagione ti hanno colpito e incuriosito maggiormente. "Sicuramente il Vicenza. Non era semplice programmare dopo i tentativi falliti degli anni scorsi, invece quest’anno ha costruito una squadra che sta dominando il proprio girone. Un discorso simile vale per l’Arezzo, che ha allestito un organico di assoluto valore. Nel girone C, invece, il campionato è ancora molto più combattuto e credo che fino all’ultima giornata potrà riservare sorprese. Nel complesso è una Serie C molto interessante, anche dal punto di vista tecnico, con tanti allenatori – giovani e meno giovani – che stanno facendo molto bene". Tornando al Vicenza, c’era curiosità dopo due assalti falliti alla Serie B, un cambio in panchina e la rinuncia ad alcuni giocatori importanti. Invece la società ha reagito con forza. "È proprio questo che mi ha colpito. Non era scontato continuare a investire dopo grandi delusioni. Invece il Vicenza ha trovato alternative che, alla prova dei fatti, si sono rivelate addirittura superiori a chi è andato via. È una stagione di dominio assoluto, e vincere in Serie C non è mai facile. Questo è segno di solidità, di un progetto vero. Naturalmente autorizzo dirigenti e tifosi a fare tutti gli scongiuri del caso…". Passiamo al girone B. Hai citato l’Arezzo, ma alle sue spalle ci sono realtà interessanti: il Ravenna neopromosso, l’Ascoli dopo il cambio di proprietà. Che stagione è per i bianconeri? "Io credo che per l’Ascoli questa sia una stagione di costruzione. Non parlerei di transizione, ma di un primo anno in cui si stanno gettando basi importanti. La squadra gioca un calcio di livello, uno dei migliori della Serie C dal punto di vista qualitativo. Ho visto Ascoli-Arezzo dal vivo ed è stata una delle partite più belle del campionato: grande qualità individuale da una parte, grande qualità di gioco dall’altra. C’è un direttore sportivo che ha lavorato bene e una squadra sulla quale si può costruire in prospettiva". C’è anche qualche progetto “piccolo” che ti ha colpito particolarmente? "Assolutamente sì: il Pineto. È una realtà che va osservata con attenzione. Nella sua semplicità e nel suo rigore sta portando avanti un progetto molto concreto. Merito del direttore sportivo, dell’allenatore Tisci, del presidente Brosco e di un ambiente sano. È un modello da seguire: fare cose essenziali non significa fare cose banali". Nel girone C, invece, sembra profilarsi un duello tra Catania e Benevento, con la possibilità di un terzo incomodo. "Credo che sarà una volata fino alla fine e non escluderei la Salernitana, che ha un ottimo organico e potrebbe ancora rinforzarsi sul mercato. Direi quindi un duello a tre, senza una vera favorita. Sono squadre con rose profonde, capaci di ruotare e di trovare soluzioni diverse anche a gara in corso". Subito dietro c’è il Cosenza, che però vive una situazione ambientale complessa. "Purtroppo a Cosenza c’è una frattura evidente tra proprietà, società e tifoseria. È una situazione che ho vissuto anche personalmente. Il club sta facendo troppo poco per ricompattare l’ambiente. Basterebbe una comunicazione più semplice, più essenziale e più vicina ai tifosi. La tifoseria cosentina è appassionata, rispettosa, va coltivata. Un clima compatto porta valore".