Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / ascoli / Serie C
Lerda: "Tutta la pressione è sull'Arezzo. Se non sale in Serie B, avrà grandi rimpianti"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 18:49Serie C
di Daniel Uccellieri

Lerda: "Tutta la pressione è sull'Arezzo. Se non sale in Serie B, avrà grandi rimpianti"

Ascolta il podcast
00:00
/
00:00
Franco Lerda, tecnico dalla lunga esperienza in tutte le serie professionistiche del calcio italiano, ha analizzato i temi primari del campionato di Lega Pro attraverso i microfoni di TMW Radio, nel corso della trasmissione 'A Tutta C': I complimenti si sono sprecati nel corso dell'anno per la stagione del Vicenza, che ha dominato il proprio girone vincendo con largo anticipo; sembra passata un'eternità ormai da quando ha festeggiato la promozione in Serie B. Le chiedo un giudizio sulla gestione di un gruppo così forte da parte di un tecnico come mister Gallo che, dopo aver centrato la promozione l'anno scorso con l'Entella, si è ripetuto facendo un campionato straordinario a Vicenza. "Sì, come hai detto ne abbiamo già parlato circa un mese fa, quando la classifica del Vicenza è diventata ufficiale. I complimenti sono d'obbligo quando si vince in quella maniera. Sottolineai già all'epoca che, nulla togliendo alla meritata cavalcata del Vicenza, bisogna aggiungere che quel girone non ha visto protagoniste le due candidate che dovevano essere le alternative: il Cittadella e il Brescia, che hanno fatto un campionato al di sotto delle aspettative. Questo, ripeto, nulla toglie al percorso del Vicenza in assoluto". L'anno prossimo ci sarà la Serie B, un traguardo meritato che i tifosi aspettavano da anni. Le chiedo: quanto questa rosa dovrà essere rafforzata secondo lei? "La società saprà sicuramente come operare. Dico solo che tra la C e la B c'è differenza, soprattutto dal punto di vista atletico: c'è un altro ritmo e un'altra intensità. Poi c'è il fattore piazza: Vicenza non c'entra niente con la terza serie, anzi, le va stretta pure la Serie B. C'è una proprietà che ha tutte le carte in regola per ambire a qualcosa di più importante. Credo che faranno di tutto per consolidare la categoria; poi, per andare oltre, dipende da quanto si voglia investire. Ma Vicenza ha tutti i numeri: una società solida e una città fantastica che adora il calcio e ti segue con le giuste pressioni". Un altro club che ha dominato il proprio girone è stato il Benevento. Abbiamo parlato tanto della scelta di cambiare guida tecnica quando la squadra era comunque terza. Le chiedo un parere sulla scelta di affidare la panchina a un tecnico emergente come Antonio Floro Flores: da quando è arrivato lui, il Benevento ha macinato vittorie incredibili fino alla promozione. "Assolutamente, è stata una scelta azzeccata; col senno di poi, direi super azzeccata. Nonostante il cammino del precedente allenatore fosse positivo, evidentemente la proprietà prevedeva che si potesse fare di meglio, e così è stato. È stata una cavalcata importante con numeri impressionanti, un po' come successo all'Avellino con il cambio in favore di Biancolino. Parliamo di una società importante che, dopo tre anni di investimenti notevoli, è riuscita a centrare l'obiettivo. Il cambio in panchina mai come questa volta fu così indovinato". Secondo lei anche nel Girone C vale il discorso fatto per il Girone A? Ovvero: il Benevento è stato grande, ma forse Catania e Salernitana sono mancate nel momento decisivo? "No, non direi. Ultimamente la Salernitana ha avuto un calo importante, ma Catania e la stessa Salernitana nel girone d'andata erano comunque agganciate. Nel Girone A, invece, le inseguitrici si sono staccate subito: il Brescia non è mai stato competitivo. Al Sud c'è stata una rincorsa impressionante del Benevento contro piazze che hanno mollato solo negli ultimi due mesi, ma prima erano lì". In ottica play-off, nel Girone C c'è il Crotone, una piazza che lei conosce bene. È stato un campionato particolare: come lo giudica e cosa si aspetta dagli spareggi? "Il Crotone ha ridimensionato le ambizioni negli ultimi anni. È al sesto posto, una posizione dignitosa, anche se per me quella piazza dovrebbe stare sempre più in alto. Disputerà i play-off e sicuramente è una buona squadra, ma sappiamo che lì subentrano moltissime variabili. Non è mai stato nelle prime posizioni, ha combattuto per entrare in griglia e ora è dentro stabilmente. Le ambizioni non erano quelle di qualche anno fa, hanno ridimensionato il budget interno". Parlando della formula dei play-off: c'è chi apprezza l'estensione al decimo posto per la competitività e chi dice che dieci squadre siano troppe, perché penalizzano chi è arrivato secondo o terzo. Lei da che parte sta? "Sicuramente è una forbice troppo ampia. Disputare i play-off dal decimo posto... oggi con 50 o 47 punti si entra in griglia, e mi sembrano un po' pochi. Secondo me la forbice dovrebbe essere più corta: la prima va su e poi altre 4 o 6 squadre al massimo sono più che sufficienti. Io ho disputato due finali play-off, ma erano ridotte alle prime quattro classificate (dal secondo al quinto posto), e secondo me dovrebbe essere ancora così". Ultima domanda sul Girone B, dove non abbiamo ancora la vincitrice. Arezzo e Ascoli sono appaiate al primo posto: l'Arezzo ha il vantaggio degli scontri diretti. Chi ha più pressione e chi avrà più rimpianti se non dovesse arrivare la promozione? "L'Arezzo, senza dubbio. L'Arezzo avrà più rimpianti se non porta a casa il campionato. Gioca in casa, mentre l'Ascoli gioca fuori contro una squadra che non ha più nulla da chiedere alla classifica. L'Arezzo invece sfida una Torres che deve ancora evitare i play-out. Sono due finali. Applausi a tutte e due, ma se l'Arezzo non dovesse farcela ci sarebbe molto rammarico per una squadra che ha comandato dall'inizio alla fine". Ma una rimonta così forte l'aveva mai vista? Un paio di mesi fa l'Ascoli era a più di 10 punti di distacco, si parlava solo di Ravenna e Arezzo. Poi ha fatto 10 vittorie di fila. "Esattamente. L'Ascoli è una delle squadre che, dal punto di vista del gioco, mi ha impressionato di più: forse è quella che gioca il miglior calcio dei tre gironi. Detto questo, fino a due mesi fa questa rincorsa pareva impossibile, ma i numeri dicono altro. Se l'Ascoli non dovesse salire direttamente non avrà rimpianti, perché sanno anche loro che arrivare a questo punto è stato un miracolo. Se non vanno su subito, hanno tutte le carte in regola per dei play-off importanti".