Chi vincerà il Girone B? Pillon: "L'Arezzo ha il destino nelle proprie mani, ma serve attenzione"
Nel corso dell'appuntamento pomeridiano di A Tutta C, programma in onda dal lunedì al venerdì sulle frequenze di TMW Radio e su Il 61, è intervenuto Giuseppe Pillon, tecnico che in carriera ha allenato fra le altre Triestina, Cosenza, Pescara e Padova.
Mister, partirei dal Treviso, squadre che lei conosce molto bene e che ha recentemente vinto il proprio girone in Serie D
"Finalmente torna nei professionisti, è molto importante questo. È una società forte, con un presidente all'altezza della situazione, un bravo allenatore; hanno vinto meritatamente con un largo anticipo il campionato. Sono molto contento per Treviso perché è la mia città, dove vivo, dove abito. Era ora che arrivassero a questi livelli, però non devono fermarsi qui: devono prepararsi bene per il prossimo campionato, cercare magari in due anni di fare la salita in B perché è nelle potenzialità, nelle corde del presidente e della società".
Il salto dalla D al professionismo: abbiamo visto negli ultimi anni molte squadre che, mantenendo lo zoccolo duro della Serie D, fanno molto bene anche in Serie C. Secondo lei quanto dovrà essere rinforzata in estate la squadra per competere subito ad alti livelli?
"Questo devono vederlo l'allenatore insieme al direttore sportivo: capire dove migliorare e se ci sono state delle lacune. Solo loro possono dire chi devono prendere e cosa devono fare, conoscendo l'ambiente e la statura della squadra. Si sa che in Serie C, quando la squadra è ben organizzata, evolutiva e ha continuità di risultati, alla fine viene premiata. Perciò devono cercare di ritrovare, come hanno fatto quest'anno, le soluzioni giuste nei ruoli giusti, in modo da essere più competitivi e far fronte al campionato con competitività".
Nel weekend si giocherà l'ultimo turno della stagione regolare, poi sarà la volta di quel "campionato a parte" che saranno i play-off. Ci concentriamo ovviamente sulla sfida a distanza tra Arezzo ed Ascoli, perché ci manca ancora una promossa dopo Vicenza e Benevento. Entrambe sono lì al primo posto a pari punti; l'Arezzo ha il vantaggio degli scontri diretti che, in caso di arrivo a pari punti, le consentirebbe di salire in Serie B. Però i due impegni sono complicati, forse è più difficile quello dell'Arezzo, anche se gioca in casa, perché sfida una Torres che ha bisogno di punti per salvarsi.
"Hai detto bene, la Torres è una squadra che ci proverà fino alla morte, perciò non sarà semplice per l'Arezzo. Nello stesso tempo l'Ascoli deve cercare di vincere, poi a fine partita vediamo cosa succede. Può succedere anche che l'Arezzo vinca perché ha il vantaggio degli scontri diretti, mi pare. Io sinceramente tifo Ascoli perché l'ho allenato tre anni; non me ne vogliano i tifosi dell'Arezzo, ma sono legato a questa società e mi auguro che possa salire in Serie B".
A suo avviso sono stati campionati abbastanza diversi: l'Arezzo è sempre rimasto lì, più o meno in vetta; l'Ascoli era partito bene, poi fra dicembre, gennaio e febbraio ha avuto un netto calo. In seguito è iniziata una grande rimonta con 14 risultati utili consecutivi e 10 vittorie di fila. A prescindere da chi andrà su, tra le due squadre, chi avrà più rimpianti secondo lei?
"L'Arezzo. Perché l'Arezzo, se non perdeva in casa con l'Ascoli, avrebbe vinto il campionato. Ha perso lo scontro diretto, l'Ascoli è diventato padrone del gioco e anche le motivazioni sono salite negli ascolani. Tra chi ha più rimpianti, sicuramente è l'Arezzo. Mentre l'Ascoli, anche se non dovesse vincere subito il campionato, con i play-off secondo me è una delle candidate alla promozione, perché ha la struttura della squadra, ha entusiasmo, ho visto la squadra giocare con continuità. Sono molto fiducioso per gli ascolani affinché possano ritornare in Serie B, se non subito magari attraverso i play-off".
Le faccio un'ultima domanda proprio relativa ai play-off. Si parla di tante squadre favorite sulla carta; forse questa edizione è la più competitiva degli ultimi anni, anche perché si è alzato molto il livello in Serie C. Le volevo chiedere se la formula attuale, così allungata (dal secondo al decimo posto), le piace o se cambierebbe qualcosa.
"Io farei otto squadre, quella mi sembra la formula più giusta. Anche se le motivazioni calano quando c'è una squadra a metà classifica, io credo che le otto squadre siano quelle che hanno fatto meglio il campionato e che hanno mantenuto quel posto. Le prime otto mi sembrerebbe una soluzione migliore da questo punto di vista".
Diceva dell'Ascoli come una delle favorite in caso di play-off. Tra le altre squadre già sicure di partecipare, ce n'è qualcuna che le piace particolarmente?
"Ma ce ne sono di squadre... il Catania, se si mette un po' a posto... alla Salernitana c'è Cosmi che ha un po' di esperienza. Però il play-off è un terno al lotto: quella che non ti aspetti magari vince il campionato. È un discorso per cui non mi pronuncio su questo: chi arriva mentalmente e fisicamente nelle migliori condizioni avrà il vantaggio di potersela giocare".











