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Petrone: "Arezzo e Ascoli? Meriterebbero entramber di salire in Serie B"

Petrone: "Arezzo e Ascoli? Meriterebbero entramber di salire in Serie B"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
Daniel Uccellieri
Oggi alle 18:19Serie C
Daniel Uccellieri
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A Tutta C
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Mario Petrone, tecnico che in carriera ha allenato Rimini, Catania e Ascoli fra le altre, è intervenuto nel corso dell'appuntamento pomeridiano di A Tutta C, trasmissione in onda su TMW Radio e su Il 61, canale 61 del digitale terrestre.

Benevento e Vicenza hanno già vinto i rispettivi gironi da tempo; manca solo il Girone B, con questo testa a testa fra Arezzo ed Ascoli, ancora appaiate in vetta. L’Arezzo ha un piccolissimo vantaggio che potrebbe rivelarsi enorme: gli scontri diretti a favore.
"Ho seguito le interviste post-partita e ho visto l'Arezzo vincere in maniera molto meritata a Pineto; devo dire che sono in salute. Domenica devono pensare solo a se stessi, come hanno sempre fatto, anche perché incontrano una squadra che ha bisogno di fare punti. Ho rivisto stamattina la partita della Torres: meritavano qualcosa in più, hanno sprecato tanto e concesso qualche contropiede di troppo al Gubbio. Sarà un ultimo turno vibrante, con Ascoli e Arezzo che vivranno novanta minuti col batticuore per inseguire il sogno della Serie B. Sarà un turno fondamentale: la Sambenedettese stessa deve andare a vincere a Pesaro, ma non è facile. In queste ultime settimane nessuno ha regalato nulla. La cosa positiva che ho visto ultimamente è proprio questa: partite vere, dove le motivazioni restano alte a prescindere dai risultati già acquisiti, come ha dimostrato il Gubbio contro la Torres. È un bellissimo messaggio per il calcio".

È affascinante questo testa a testa, specialmente dopo aver assistito ai "monologhi" degli altri gironi, come quello del Vicenza. Da spettatore rende tutto più interessante. Mister, le chiedo: secondo lei chi ha più pressione addosso fra Arezzo ed Ascoli a 90 minuti dal termine?
"Ce l’hanno tutte e due. Io ho assaporato questa emozione a San Marino, quando andammo a vincere l’ultima partita a Borgo a Buggiano: avevamo un solo risultato utile, la vittoria. Vi dico che quella notte non ho dormito; alle tre o alle quattro del mattino io e il team manager giravamo per l'albergo come due matti. È un’emozione incredibile. Alla fine, credo che vinceranno entrambe le sfide della domenica, ed è un peccato che solo una possa salire direttamente, perché meriterebbero la B tutte e due".

Per chi non ce la farà, resterà la "porta di servizio" dei playoff. Sfido chiunque a dire di voler incontrare l'Ascoli o l'Arezzo: saranno le squadre più toste da affrontare.
"Sono pienamente d'accordo. Io non mi esprimo sulla vittoria finale perché, da ex Ascoli, faccio un po' il tifo per loro. Che vinca il migliore, poi magari dopo domenica faremo dei pronostici. Nelle ultime settimane abbiamo assistito a molti scossoni più in zona retrocessione che in vetta e domenica sarà l'ultimo turno decisivo per molte squadre, anche per via della regola del distacco punti che potrebbe far saltare alcuni playout".

Mister, una domanda sulla formula: una fra Arezzo e Ascoli arriverà seconda. Restare fermi per diverse settimane in attesa degli altri turni può influire sul rendimento finale?
"Dipende da come arrivano le squadre. Io dico sempre che gli organici importanti arrivano fino in fondo, perché la gestione delle partite ogni 3-4 giorni richiede rotazioni fondamentali. Le squadre che non hanno una rosa ampia possono passare il primo o il secondo turno, ma poi pagano dazio alla fatica. Chi arriva ottavo o decimo deve superare tre o quattro turni, una gestione non facile. Se però arrivi alla fine in rincorsa, stai bene fisicamente e sei motivato, allora giochi spensierato e vai avanti, come fece il Cosenza anni fa. Quest'anno ci sono piazze incredibili nei tre gironi: Brescia, Cittadella, Ascoli, Arezzo, Ravenna, e poi giù Catania, Salernitana, la Casertana che sta finendo bene, il Cosenza... sono tutte piazze importanti dove vai a giocare davanti a 10-15 mila tifosi. Saranno playoff incredibili".

Proprio a leggere i nomi sembra che saranno i playoff più belli degli ultimi anni. Anche le squadre che arrivano un po' più indietro sono di tutto rispetto. È il segno che la Serie C si è livellata molto verso l'alto?
"Assolutamente. Vi dico la verità: certe piazze con la Serie C non c'entrano nulla. Vedere Catania, Ascoli o Salernitana che portano costantemente 10.000 persone allo stadio fa riflettere. Spero che nella riforma dei campionati si valuti di fare una C con meno squadre o magari due gironi di Serie B. La Serie C attuale ha costi di gestione difficili da sostenere per molte realtà. Piazze come Brescia o Catania hanno un seguito di sponsor e città che garantisce un appoggio, ma la Federazione deve intervenire. Alle neopromosse diamo il "benvenuto all'inferno dei professionisti", perché la C è un inferno: raddoppiare il budget rispetto ai dilettanti non dà certezze di salvezza. È un problema di sostenibilità, e spero di non rivedere più casi di squadre che non finiscono il campionato o vengono escluse a metà percorso.

Un'ultima domanda sulla Ternana. È stata una settimana complicata a Terni, ma fortunatamente è stata scongiurata l'esclusione a due giornate dalla fine, il che avrebbe stravolto la classifica. La Ternana è salva sul campo e potrà giocarsi i playoff. Un commento sulla loro situazione societaria e su come questo possa influire nel post-season?
"Secondo me, arrivati a questo punto, la squadra e lo staff tecnico devono "viaggiare da soli". Non possono più pensare ai problemi societari. Oggi devono giocare per se stessi, per la città e per i tifosi che li hanno seguiti tutto l'anno. È una buona squadra e nei playoff potrà esprimersi con la testa libera. Paradossalmente, non hanno nulla da perdere perché la situazione ambientale è già compromessa; questa consapevolezza può essere la scintilla per dimostrare che il gruppo c'è sempre stato. A volte vince proprio chi si trova nelle difficoltà più grandi perché riesce a trovare un'alchimia speciale. Spero per Terni che accada questo".

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