La vignetta TA - L'amarezza di Kossounou fuori dalla Coppa d'Africa e il ritorno a Zingonia: "Da difensore fa più male"
Il sogno continentale si infrange contro l'Egitto. La Costa d'Avorio di Odilon Kossounou saluta la Coppa d'Africa ai quarti di finale, lasciando nel difensore nerazzurro un senso di vuoto che solo il campo potrà colmare. L'eliminazione brucia, soprattutto quando hai lottato su ogni pallone difendendo i colori della tua nazione.
Il deserto e la via di casa. A corredo della notizia, la vignetta odierna di TuttoAtalanta.com. L'immagine è eloquente: un Kossounou provato, quasi in lacrime, seduto tra i resti di una battaglia sportiva nel deserto. La maglia è logora, simbolo di chi non si è risparmiato, ma il cartello alle sue spalle indica già la prossima destinazione: Zingonia. È la malinconia del campione che deve archiviare in fretta la delusione per rimettersi a disposizione del club.
Lo sfogo Social: "Ci si sente responsabili". Le parole affidate a Instagram dal difensore confermano lo stato d'animo ritratto nel disegno. Nessuna scusa, solo l'analisi lucida di chi vive la difesa come una missione personale: «La sconfitta è sempre difficile... Ma quando sei un difensore, a volte pesa ancora di più. Ti senti responsabile, ripensi a ogni azione, a ogni pallone». Kossounou rivendica però l'atteggiamento della squadra, uscita a testa alta: «Abbiamo giocato con il cuore, con orgoglio, lottando per ogni metro. A volte, nonostante tutti gli sforzi, non basta. Ma questo tipo di esperienza ti tempra, ti rende più forte, più lucido».
Pronto per la Dea. Il messaggio finale è un manifesto di resilienza che farà piacere ai tifosi atalantini, pronti a riaccoglierlo: «Sono orgoglioso di aver indossato questi colori... Non è la fine che speravamo, ma è solo una tappa. E torneremo ancora più forti». Zingonia lo aspetta: c'è un finale di stagione da scrivere e la rabbia agonistica accumulata in Africa potrà essere carburante prezioso per la difesa nerazzurra






