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De Roon a cuore aperto: “Gasperini ci ha cambiato la vita. L'addio di Juric? Ho detto alla squadra di guardarsi allo specchio”TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 13:26Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

De Roon a cuore aperto: “Gasperini ci ha cambiato la vita. L'addio di Juric? Ho detto alla squadra di guardarsi allo specchio”

Il capitano a Diario AS: «Con Ivan è mancato il feeling, ma la colpa è dei giocatori: non abbiamo messo lo spirito giusto. Palladino ci ha ridato entusiasmo»

Alla vigilia della decisiva sfida di Champions League contro l'Athletic Bilbao, Marten De Roon prende la parola. E lo fa da vero capitano. Intervistato dai colleghi spagnoli di Diario AS, il centrocampista olandese ha ripercorso le tappe cruciali degli ultimi mesi, analizzando senza filtri i cambi in panchina che hanno segnato la stagione della Dea.

L'EREDITÀ DI GASP Impossibile non partire da chi ha scritto la storia recente del club. De Roon riserva parole al miele per Gian Piero Gasperini: «Gli sono molto grato e ogni tanto ci sentiamo ancora. La cosa più importante è che mi ha fatto capire che giocare in avanti è fondamentale per un centrocampista. Ricordo bene il primo allenamento: mi disse subito di giocare in avanti».

Un insegnamento tecnico, ma anche mentale: «Ha aiutato tutti noi a fare un grande passo avanti, non solo l'Atalanta, ma l'Italia, perché ora molti giocatori fanno quello che fa lui. Grazie a lui sono arrivato anche in Nazionale; grazie a lui abbiamo giocato in Champions League. Ci ha fatto capire che era possibile giocare contro chiunque, battere chiunque».

IL MEA CULPA SU JURIC Poi l'analisi lucida e onesta sulla parentesi sfortunata con Ivan Juric. De Roon non cerca alibi e responsabilizza il gruppo: «Chiunque fosse arrivato dopo Gasperini avrebbe avuto vita dura. Forse ci siamo rilassati un po', ma abbiamo avuto anche sfortuna. Inoltre, forse non si è instaurato un rapporto forte tra spogliatoio e allenatore».

Qui esce il leader: «Mi dispiace perché alla fine sono sempre i giocatori a scendere in campo, ma di solito è l'allenatore a pagarne le conseguenze. Infatti, quando se n'è andato, ho detto alla squadra di guardarsi allo specchio, perché non è stato lui a sbagliare. Siamo stati noi giocatori a scendere in campo e non abbiamo portato lo spirito giusto».

L'ERA PALLADINO Infine, uno sguardo al presente e al nuovo corso targato Raffaele Palladino, che sembra aver toccato le corde giuste: «Ci ha trasmesso entusiasmo e ci ha detto di scendere in campo con determinazione, ricordandoci che siamo una squadra forte. Come Gasperini, anche lui è esigente in allenamento e ha una visione chiara su come farci dare il massimo in campo».

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