De Roon a DAZN: "Punto d'oro, Carnesecchi ci ha salvati. Ahanor? Errore stupido, ma abbiamo lottato per lui"
Una battaglia di trincea, combattuta con l'elmetto in testa per oltre ottanta minuti in inferiorità numerica. Marten de Roon esce dal "Sinigaglia" stremato ma orgoglioso, con la fascia di capitano che pesa un po' di più dopo una serata di sacrificio totale. Lo 0-0 contro il Como, maturato dopo l'espulsione lampo del giovane Ahanor e salvato nel finale dal rigore parato da Carnesecchi, ha il sapore di un'impresa per l'Atalanta. Il centrocampista olandese, ammonito e costretto a saltare per squalifica il prossimo match contro la Cremonese, si presenta ai microfoni di DAZN con la lucidità del leader. Nelle sue parole c'è tutto: l'analisi tattica di una gara sofferta contro un avversario di qualità, la gioia "infantile" per lo scampato pericolo e, soprattutto, un messaggio educativo per il classe 2008 che ha lasciato la squadra in dieci, un mix di severità e protezione paterna. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Marten, è stata una serata incredibile. Sei rimasto in campo quasi per intero in inferiorità numerica contro un Como che sa far girare palla benissimo. Come descrivi questa "prima volta" e quanto pesa questo pareggio?
«Lo dicevo poco fa a Marco (Carnesecchi, ndr): è la prima volta in tutta la mia carriera che mi capita di giocare praticamente 90 minuti pieni in 10 contro 11. E aggiungo che farlo qui è ancora più difficile, perché il Como è una squadra organizzata, che fa girare il pallone con qualità ed era uno scontro diretto. Devo fare i complimenti a Marco: ci ha salvato la partita con una grande parata, e sull'ultimo intervento, il rigore, non ne parliamo nemmeno. Siamo felici come bambini. È stata una partita di puro sacrificio, perché in inferiorità contro chi gioca bene devi correre il doppio, ma devi farlo in modo intelligente».
Avete sofferto, corso e lottato. Al di là del punto in classifica, questo pareggio ha un valore specifico diverso, soprattutto dopo le critiche recenti?
«Assolutamente sì. Abbiamo lavorato sodo, siamo stati dei veri guerrieri. Poi alla fine, quando ti fischiano quel rigore contro, pensi di averla quasi persa. Invece Marco lo para e questo punto finisce per valerne forse tre, soprattutto sotto l'aspetto morale. È tanta roba. E fatemelo dire: è un punto importante anche per i tifosi che sono rimasti a casa. Forse nell'ultima partita non avevano visto questo spirito, ma oggi l'abbiamo messo in campo tutto per loro».
Da capitano, una battuta su Ahanor. Il ragazzo del 2008 sta facendo una super stagione, ma oggi vi ha messo in difficoltà con quell'espulsione dopo soli 8 minuti. Cosa gli dirai negli spogliatoi per gestire la sua crescita?
«Sarò onesto: lui deve imparare da questo gesto. È stato stupido in quella circostanza, un'ingenuità che non doveva commettere. Però non deve reagire male adesso, bisogna capire che nella testa di un ragazzo di 17 anni non è facile gestire queste situazioni, è sempre un po' scolpito dall'adrenalina della gara. Succede a tutti di sbagliare. Ora deve alzare la testa e non pensarci più. Anzi, posso dire che oggi abbiamo preso un punto anche per lui, abbiamo lottato noi al suo posto».
De Roon archivia la pratica Como con l'orgoglio di chi ha saputo soffrire. L'Atalanta perde il suo capitano per la prossima sfida a causa del cartellino giallo rimediato, ma ritrova quello spirito "guerriero" che è sempre stato il marchio di fabbrica della Dea.
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