La prima senza Ademola, ma l'ambizione non cambia: Palladino cala l'asso Raspadori?
È la notte della verità, quella che non ammette repliche né appelli. E per affrontarla, Raffaele Palladino ha deciso di affidarsi alle certezze. Contro la Juventus, in un quarto di finale che vale una stagione, l'Atalanta scenderà in campo con la miglior formazione possibile, accantonando qualsiasi pensiero legato al turnover o alla gestione delle energie. La base della squadra anti-Juve è fatta e ricalcherà molto da vicino l'undici visto a Como, ma con una differenza sostanziale, quasi storica: sarà la prima partita ufficiale senza più Ademola Lookman in rosa. L'era post-anglonigeriano inizia stasera, e le scelte del tecnico ruotano proprio attorno a chi dovrà raccoglierne l'eredità pesante sulla zolla mancina.
IL REBUS A SINISTRA: JACK, NICOLA O L'IBRIDO? - Il grande dubbio tattico si concentra sulla catena di sinistra, dove Palladino ha l'imbarazzo della scelta (cinque uomini per tre maglie, considerando anche la difesa). L'opzione più affascinante porta il nome di Giacomo Raspadori. Rimasto a riposo nelle ultime due uscite, l'ex Napoli è il più fresco del lotto e il candidato naturale a rilevare i compiti offensivi nel tridente. Tuttavia, la solidità mostrata da Nicola Zalewski in quella posizione non va sottovalutata: l'italo-polacco garantisce più copertura e potrebbe agire sulla linea di Charles De Ketelaere (alle spalle di Scamacca) con il giovane Bernasconi a coprirgli le spalle. Esiste anche una terza via, "ibrida": Raspadori alto e Bernasconi basso, con Zalewski inizialmente in panchina.
AHANOR, MISSIONE RISCATTO E VELOCITÀ - Sempre su quel lato, ma qualche metro più indietro, si accende il ballottaggio difensivo. Chi tra Ahanor e Kolasinac? La logica potrebbe suggerire il giovane genovese per due motivi: primo, dovrà saltare la Cremonese per squalifica in campionato, quindi può spendere tutte le energie stasera; secondo, ha il passo e la velocità necessari per contenere le fiammate del guizzante Francisco Conceiçao. Sarebbe l'occasione perfetta per cancellare il rosso rimediato a Como. L'alternativa è l'esperienza ruvida e affidabile del "Tank" Kolasinac, una garanzia in queste notti di gala.
LO ZOCCOLO DURO E L'INFERMERIA VUOTA - Se a sinistra i lavori sono in corso - spiega L'Eco di Bergamo -, il resto della squadra sembra scolpito nella pietra. Carnesecchi tra i pali, protetto da Scalvini e Djimsiti. In mezzo al campo la diga invalicabile composta da de Roon ed Ederson. Davanti, la fantasia di De Ketelaere al servizio della potenza di Gianluca Scamacca. A destra, Davide Zappacosta è favorito su Raoul Bellanova: l'ex Toro è appena rientrato dall'infortunio e, nonostante il numero 77 stia giocando senza sosta, dovrebbe partire dalla panchina. La vera notizia, però, è l'abbondanza: per la prima volta in stagione, l'infermeria è vuota. Palladino lavora con ventiquattro giocatori su ventiquattro, compreso Mitchel Bakker, tornato in gruppo sette mesi dopo la rottura del crociato. Chissà che l'olandese non possa riassaporare l'aria della panchina già stasera.
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