Tegola Raspadori, l'Atalanta perde un altro pezzo da novanta: i tempi di recupero e le nuove gerarchie
L'infermeria nerazzurra torna a riempirsi nel momento topico della stagione. Proprio mentre la macchina orobica viaggia a ritmi vertiginosi, un nuovo stop frena l'entusiasmo del reparto offensivo, costringendo l'allenatore a fare di necessità virtù per affrontare l'imminente e decisivo orizzonte europeo e nazionale.
IL RESPONSO MEDICO - Gli accertamenti clinici, culminati con la risonanza magnetica effettuata nella giornata di ieri, hanno evidenziato per Giacomo Raspadori un risentimento muscolare al flessore della coscia sinistra. L'entità del danno suggerisce che possa trattarsi di uno stiramento di basso grado, un infortunio insidioso che richiederà valutazioni quotidiane e la massima cautela. Considerando il fisiologico percorso di riatletizzazione necessario per il ritorno in campo a pieno regime, i tempi di recupero stimati - scrive La Gazzetta dello Sport - si dilateranno tra le tre settimane e il mese di stop effettivo.
IL CALENDARIO DELLE ASSENZE - Con questa diagnosi, il mese di febbraio dell'attaccante si chiude anticipatamente. Salterà con certezza la doppia, suggestiva sfida di Champions League contro il Borussia Dortmund e il big match di campionato contro il Napoli. La natura del problema muscolare sconsiglia ogni tipo di azzardo, motivo per cui è altamente probabile il suo forfait anche per la gara del primo marzo contro il Sassuolo. Il mirino dello staff medico è puntato direttamente al 4 marzo, data della semifinale d'andata di Coppa Italia contro la Lazio, momento in cui si capirà se potrà tornare arruolabile. Questo stop, seppur fastidioso, non dovrebbe comunque pregiudicare la sua disponibilità per la Nazionale in vista dei cruciali playoff per il Mondiale, in calendario il 26 e il 31 marzo.
DESTINO BEFFARDO - Il tempismo dell'infortunio è a dir poco chirurgico, poiché l'assenza va a sovrapporsi temporalmente a quella di Charles De Ketelaere, privando la squadra di due pedine fondamentali. Un vero peccato per l'attaccante, che dal suo arrivo a Bergamo aveva finalmente trovato una preziosa continuità d'impiego, collezionando ben cinque presenze. L'unica esclusione iniziale era arrivata contro il Como, ma esclusivamente per ragioni tattiche legate alla repentina espulsione di Honest Ahanor, che aveva stravolto in corsa i piani di Raffaele Palladino. L'incidente di percorso arriva nel pieno di un filotto brillantissimo per l'intero gruppo, reduce dalla fresca conquista della semifinale di Coppa Italia e da una striscia di otto risultati utili consecutivi in campionato.
IL PIANO B DELL'ALLENATORE - Senza la duttilità tattica del proprio jolly offensivo, capace di destreggiarsi egregiamente sia come prima punta che come trequartista di sinistra, le rotazioni si restringono. Il tecnico avrà a disposizione cinque effettivi per il fronte d'attacco, un numero comunque sufficiente per garantire le soluzioni studiate in allenamento. Il peso dell'area di rigore poggerà sulle spalle dei centravanti Gianluca Scamacca e Nikola Krstovic, che insieme garantiscono un bottino stagionale di diciassette reti. Sulla trequarti, le chiavi della fascia destra saranno affidate a Lazar Samardzic (dal quale ci si aspetta il definitivo cambio di marcia), mentre a sinistra ci sarà spazio per la conferma di Kamaldeen Sulemana e per l'estro di Nicola Zalewski, che sta dimostrando grande abilità nel creare scompiglio tra le difese avversarie.
La coperta si accorcia, e aver evitato questo infortunio sarebbe stato lo scenario ideale per tutti. Eppure, la struttura e il morale della squadra hanno dimostrato di essere granitici: l'Atalanta gode di ottima salute e ha le spalle abbastanza larghe per assorbire anche questo imprevisto.
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