Nessuna tregua per l'Atalanta: via alla missione europea. Ma due stelle restano a casa
L'eco dei festeggiamenti per il prezioso trionfo capitolino è già svanita nei corridoi di Zingonia. Il calendario calcistico moderno è una macchina spietata che non concede il lusso di cullarsi sugli allori, imponendo di resettare immediatamente la mente per sintonizzarla sulle frequenze dorate della massima competizione continentale. La missione in terra teutonica, snodo cruciale della stagione europea, è ufficialmente scattata.
AGENDA EUROPEA - La vigilia della super sfida si snoderà su ritmi serratissimi e cronometrati al millimetro. Dopo aver consumato il pranzo nel quartier generale bergamasco, la truppa orobica si dirigerà in aeroporto per decollare nel pomeriggio alla volta della Germania. L'atterraggio anticiperà il primo vero contatto con l'atmosfera elettrica del Westfalenstadion: alle diciannove in punto è infatti fissato l'appuntamento con i cronisti. A prendere la parola nella consueta conferenza stampa internazionale saranno il tecnico Raffaele Palladino e la guida carismatica dello spogliatoio, Marten de Roon, pronti a dettare la linea in vista della battaglia.
MOTORI SU DI GIRI - Per preparare un crocevia così delicato, la gestione delle energie fisiche diventa un fattore dirimente. Già nella mattinata di ieri, a poche ore dal fischio finale contro i biancocelesti, il gruppo si è ritrovato sui campi del centro sportivo dividendosi i compiti: lavoro di scarico per smaltire le scorie riservato ai protagonisti della notte romana, e seduta ad alta intensità per chi è rimasto a guardare o ha collezionato solo scampoli di gara. La rifinitura odierna, fissata alle undici e mezza, aprirà i battenti ai media per il canonico quarto d'ora di rito, permettendo di carpire le ultimissime sensazioni dal campo.
DEFEZIONI ILLUSTRI - Il rammarico più grande, in una marcia di avvicinamento altrimenti impeccabile per concentrazione e morale, è legato ai passaporti rimasti nel cassetto. L'aereo per Dortmund decollerà infatti orfano di due elementi offensivi di primissimo piano. Alla già nota e dolorosa assenza di Charles De Ketelaere, fermato dal recente intervento al menisco, si aggiunge lo stop di Giacomo Raspadori, vittima di un infortunio muscolare all'Olimpico che lo costringe ad alzare bandiera bianca proprio sul più bello.
Gli ostacoli e la stanchezza non scalfiscono però la determinazione di un gruppo che ha imparato a esaltarsi proprio nelle notti più complesse. L'Atalanta vola verso il proprio destino europeo con la consapevolezza di chi non ha alcuna intenzione di recitare la parte della semplice comparsa.
© Riproduzione Riservata






