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L'Atalanta e la maledizione delle tre sconfitte: quel precedente in Champions che fa sognare PalladinoTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 07:45Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

L'Atalanta e la maledizione delle tre sconfitte: quel precedente in Champions che fa sognare Palladino

I nerazzurri chiamati a spezzare la serie nera contro il Borussia Dortmund. Sei anni fa un inizio disastroso si trasformò nella cavalcata verso i quarti di Lisbona: la storia è pronta a ripetersi

Il momento più delicato della stagione europea dell'Atalanta racchiude in sé il seme di un'inaspettata speranza. La squadra nerazzurra, sapientemente guidata da Raffaele Palladino e trascinata sul campo da leader indiscussi come Marten de Roon e Marco Carnesecchi, si ritrova a fare i conti con un improvviso blackout continentale che ha letteralmente capovolto l'inerzia stagionale. Tre cadute consecutive pesano indubbiamente come un macigno sulle ambizioni della rosa, ma sfogliando i polverosi annali della Dea emerge un incredibile parallelismo statistico: proprio dal fondo del baratro, sei anni fa, nacque la pagina più esaltante e gloriosa della storia calcistica bergamasca.

IL RICORSO STORICO - Il dato numerico fa tremare i polsi ma, al contempo, evoca ricordi dolcissimi - spiega e approfondisce L'Eco di Bergamo -. L'attuale striscia negativa rappresenta la peggior sequenza europea di sempre per l'Atalanta, eguagliando per l'appunto l'incubo vissuto agli albori dell'annata 2019/20. All'epoca, l'esordio assoluto nel torneo dei campioni si tramutò in un vero e proprio calvario con tre schiaffi in fila incassati per mano di Dinamo Zagabria, Shakhtar Donetsk e Manchester City. Quello che sembrava l'epilogo prematuro di una favola si trasformò invece nel prologo di un'epopea meravigliosa, culminata con due clamorosi successi nel girone, l'apoteosi nel doppio confronto degli ottavi contro il Valencia e l'amaro quarto di finale perso contro il Psg a Lisbona nell'anno segnato dal Covid. Se la banda di Raffaele Palladino riuscisse oggi a innescare una reazione di simile portata, il traguardo dei quarti di finale – con la strada persino in discesa verso le semifinali – diventerebbe un obiettivo assolutamente tangibile, replicando di fatto la miglior striscia internazionale di successi della propria storia (eguagliando i fasti dell'Europa League 2021/22).

L'INERZIA CAPOVOLTA - Prima di precipitare in questa preoccupante spirale, il cammino continentale dei bergamaschi procedeva a strappi, denotando una discontinuità fisiologica. Dopo un bilancio perfettamente in equilibrio nelle prime tre sfide (una vittoria, un pareggio e una sconfitta), Marco Carnesecchi e soci avevano eretto un muro, spingendo sull'acceleratore e inanellando tre trionfi di fila. Una vera e propria prova di forza che aveva portato in dote ben cinque risultati utili consecutivi, mietendo vittime tra cui il Bruges e l'insidioso Chelsea. Al termine della sesta giornata, solamente l'inarrivabile Arsenal poteva vantare un ruolino di marcia superiore (a quota 6). Il miraggio era quello di eguagliare la leggendaria sequenza di nove partite d'oro dell'Europa League vinta, un sogno spazzato via dalle nuvole nere che si sono addensate sopra Zingonia.

IL SOGNO INFRANTO E I NUMERI - La metamorfosi in negativo si è concretizzata bruscamente con i recenti scivoloni nel girone contro Athletic Bilbao e Union Berlino, culminando poi nella velenosa andata dei playoff in terra tedesca. Riavvolgendo il nastro, cedere per tre volte consecutive è un evento rarissimo nell'universo nerazzurro. Nelle competizioni come l'Europa League o l'antica Coppa Uefa, l'Atalanta non ha mai incassato due ko di fila, piegandosi solo a singole fatalità (l'ininfluente Liverpool nel 2023/24, il fatale Lipsia nel 2021/22, il Borussia nel 2017/18, l'Inter nel 1990/91 e lo Spartak Mosca nel 1989/90). In Champions League, invece, è già successo di bissare una delusione (lo scorso anno tra andata e ritorno con il Bruges, così come nel 2020/21 contro il Real Madrid). Scavando fino alla Coppa delle Coppe, emergono gli unici spettri del passato legati ai doppi passi falsi (contro il Malines nel 1987/88 e lo Sporting nel 1963/64). In totale, le statistiche europee raccontano di due sconfitte consecutive patite in quattro occasioni e di un tris di ko assaporato appena due volte.

L'OSTACOLO DORTMUND - L'imperativo assoluto in quel di Bergamo è evitare a ogni costo l'onta della quarta resa di fila. Per continuare l'avventura e non interrompere il sogno, l'Atalanta è chiamata alla partita perfetta per spazzare via la nebbia. Servirà un'affermazione netta e perentoria contro il Borussia Dortmund: con uno scarto di esattamente due reti, Marten de Roon e compagni riuscirebbero a trascinare la contesa ai tempi supplementari, mantenendo in vita la speranza.

La storia ci insegna che questa maglia sa esaltarsi proprio quando viene messa spalle al muro. È giunto il momento per l'Atalanta di ribaltare ancora una volta i pronostici e dimostrare all'Europa intera che la lezione di sei anni fa è stata imparata alla perfezione.

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