Il momento no di Scamacca preoccupa l'Atalanta e l'Italia. Biasin: "Fisicamente è molto indietro"
L'appannamento di Gianluca Scamacca rappresenta uno snodo cruciale sia per le ambizioni stagionali dell'Atalanta che per il futuro immediato della Nazionale italiana. L'impalpabile prestazione fornita in Champions League contro il Borussia Dortmund ha messo a nudo le evidenti difficoltà atletiche del centravanti, spingendo il giornalista Fabrizio Biasin a tracciare un'analisi lucida e preoccupata sulle reali condizioni dell'attaccante in vista dei decisivi impegni tricolori e azzurri.
LA STRUTTURA E I TORMENTI - Il rendimento al di sotto delle aspettative non sorprende del tutto gli addetti ai lavori, soprattutto considerando la stazza imponente del giocatore e il lungo calvario clinico affrontato negli ultimi anni. Rimettere a pieno regime un fisico così strutturato dopo infortuni di grave entità richiede fisiologicamente tempo e una continuità di impiego che, al momento, fatica a tradursi in brillantezza sul prato verde.
L'ALLARME AZZURRO - Il tema, tuttavia, travalica i confini lombardi e genera apprensione fino a Coverciano. A sottolineare la centralità del bomber nel progetto tecnico del nostro Paese è intervenuto Fabrizio Biasin ai microfoni della nota piattaforma Cronache di Spogliatoio. «Il ragazzo non mi sembra assolutamente al top della forma fisica», ha evidenziato con estrema franchezza. Un campanello d'allarme che suona in maniera sinistra a poche settimane dallo spareggio cruciale per l'accesso ai prossimi campionati mondiali.
UN TITOLARE IN RITARDO - Secondo l'opinionista, le gerarchie offensive dell'Italia sarebbero scritte in modo inequivocabile se solo l'ex attaccante del West Ham fosse nel pieno delle sue facoltà. «Tra pochissimo tempo saremo chiamati a interrogarci su chi dovrà scendere in campo dal primo minuto in quella che è, senza mezzi termini, la partita più importante dell'intero quadriennio», ha proseguito nella sua disamina. «Se lui fosse al cento per cento, per me sarebbe indiscutibilmente il titolare. Purtroppo, però, mi sembra ancora molto indietro dal punto di vista della tenuta atletica».
QUESTIONE DI TEMPO - Nonostante le nubi all'orizzonte, la speranza di un pronto ripristino della condizione non è del tutto svanita, complice un calendario che concede ancora un ristretto margine di manovra. «Il tempo per ritrovare la forma c'è ancora, ma le attuali sensazioni dicono chiaramente che non sta bene», ha concluso il giornalista. «Sono profondamente convinto che si tratti esclusivamente di una problematica di natura fisica: se sta bene e il motore gira, stiamo parlando di un super attaccante».
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