Il capolavoro di Palladino spaventa il Napoli: l'Atalanta non conosce alibi e domina il nuovo anno
L'Atalanta forgiata dalle mani e dalle idee di Raffaele Palladino si staglia come una montagna insormontabile sulla strada del Napoli. In vista dell'incrocio domenicale, la compagine lombarda si presenta con credenziali statistiche e caratteriali impressionanti, frutto di un lavoro metodico che ha trasformato ogni potenziale criticità in un trampolino di lancio per nuove vittorie.
LA CULTURA DELLA REAZIONE - Il dato più affascinante dell'era recente non risiede solo nelle sei vittorie collezionate negli ultimi otto turni di campionato, ma nella feroce capacità di respingere le avversità. La Dea ha metabolizzato l'arte di rialzarsi immediatamente dopo un passo falso: in ben quattro occasioni su cinque, a una caduta è seguito un successo perentorio. L'unica anomalia in questa statistica di ferro è rappresentata dal pareggio maturato sul campo del Como, un risultato che profuma comunque di mezza vittoria, considerando l'inferiorità numerica con cui è stato strappato.
IL DIVIETO ASSOLUTO DEGLI ALIBI - Questo rendimento di altissimo profilo è lo specchio fedele di un allenatore che ha bandito la parola "scusa" dallo spogliatoio. Di fronte a un reparto offensivo letteralmente dimezzato dagli infortuni, con le pesantissime defezioni di Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori, la squadra non ha perso un briciolo della sua identità. La rivoluzione tattica attuata dalla guida tecnica ha preservato intatti gli equilibri, confermando una dote innata: per ogni emergenza, esiste sempre una contromisura pronta all'uso.
L'AVVERTIMENTO AI PARTENOPEI - La formazione azzurra è perfettamente consapevole della tempesta che l'attende. Già nel girone d'andata, gli uomini oggi allenati da Antonio Conte tennero a battesimo l'esordio dell'ex mister del Monza sulla panchina bergamasca, ma l'avversario di oggi è una creatura infinitamente più matura. I numeri parlano di una compagine ancora del tutto imbattuta nell'anno solare 2026, capace di issarsi al secondo posto virtuale della classifica se si isolano esclusivamente i punti conquistati da gennaio in poi.
IL REBUS SULLA TREQUARTI - Con il vestito tattico anti-azzurri ormai quasi del tutto cucito su misura, l'unico vero dubbio che aleggia sui campi di Zingonia riguarda la trequarti. La maglia da titolare è contesa in un serrato testa a testa: da una parte c'è l'affidabilità di Mario Pasalic, dall'altra l'esuberanza di Lazar Samardzic. Il fantasista serbo, in particolare, rappresenta l'ennesima scommessa vinta dalla formidabile empatia umana del tecnico, capace di infondergli quintali di fiducia e di rigenerarne il talento.
Un gruppo di granito, immune agli alibi e guidato da un condottiero lucido. Il palcoscenico è pronto: abbattere anche la corazzata campana significherebbe lanciare la definitiva dichiarazione d'intenti all'intero campionato.
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