Sarri, la rottura col passato: l'Atalanta cancella il gasperinismo
L'Atalanta di Maurizio Sarri nasce da una presa d'atto. Gian Piero Gasperini ha lasciato Bergamo dodici mesi fa, eppure fino a oggi la Dea è rimasta gasperiniana nell'anima: un'eredità ingombrante che ha finito per condizionare ogni tentativo di ripartenza.
DUE ESPERIMENTI FALLITI - Il cambiamento nella continuità, semplicemente, non ha funzionato. Ivan Juric era convinto di possedere i codici giusti, ma la realtà del campo ha detto altro. Raffaele Palladino, invece, la password l'aveva pure trovata, salvo scoprire che ormai l'hardware era rovinato. Da qui la svolta della proprietà, che ha deciso di rompere con il passato affidandosi al tecnico toscano.
UNA SCELTA CORAGGIOSA - Quello che cambia non è un dettaglio, ma la grammatica stessa della squadra: difesa a quattro, pressione ridotta, ragionamenti per reparti anziché applicazione uomo su uomo. Una scelta coraggiosa – come analizza La Gazzetta dello Sport –, pensata per aprire un ciclo radicalmente diverso da quello precedente. Non un aggiustamento, insomma, ma un cambio di pelle vero e proprio.
IL SARRI CHE ARRIVA - Il tecnico, dal canto suo, arriva da una stagione particolare, nella quale le difficoltà ambientali hanno finito per fare da collante nello spogliatoio: quella Lazio è piaciuta più per la mentalità che per il gioco espresso. L'Atalanta, però, lo ha scelto per un motivo preciso: tornare a insegnare calcio come ai tempi di Empoli e Napoli.
La scommessa è tutta lì. E potrà funzionare a una sola condizione: che Sarri riesca a entrare nella testa dei giocatori.
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