Sarri a Sky: "Allenare qui è abbastanza facile, è una società modello"
Redazione TuttoAtalanta.com
Un esordio europeo convincente, chiuso già nel primo tempo grazie alle reti di Elmas, Raspadori e Scamacca, e una nota stonata che pesa in vista di San Siro. Al termine del 3-1 sul Pafos alla New Balance Arena, nella prima giornata della League Phase di Conference League, Maurizio Sarri ha analizzato la gara ai microfoni di Sky Sport, intervistato da Massimiliano Nebuloni e con le domande dallo studio di Paolo Condò. Il tecnico nerazzurro ha sottolineato i progressi rispetto alla sfida con il Venezia, ha usato parole durissime sul calendario dopo il nuovo stop di Raspadori e ha spiegato fin dove, nel medio periodo, può spingersi la sua Atalanta. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Mister, se tutte le partite cominciassero subito con l'1-0, come lunedì con il Venezia e come stasera, sarebbe tutto più facile. Al netto del divario tecnico con il Pafos, ha visto un altro passo avanti, quella continuità e quell'umiltà che aveva evocato ieri?
«Siamo entrati bene in partita. A differenza della gara con il Venezia, in cui abbiamo avuto tantissime occasioni ma ci siamo disuniti andando sempre direttamente in ripartenza, prendendo tanto campo ma concedendone altrettanto, stasera abbiamo scelto meglio quando andare diretti e quando palleggiare, e non abbiamo concesso praticamente nulla all'avversario, se non quel pallone del gol, che mi dispiace aver preso. È stata comunque una partita in cui non abbiamo concesso quasi niente e abbiamo avuto tantissime situazioni. Poi il divario tecnico ha contato, perché noi abbiamo fatto una buona partita, ma in queste gare c'è sempre il rischio che non emerga: il Pafos in Italia aveva perso 3-2 con la Fiorentina e, mi sembra, 2-0 con la Juventus, ma nei finali di partita. Quindi non è una pratica semplicissima. La squadra ha fatto bene, sono due partite in cui abbiamo innalzato notevolmente la capacità di essere pericolosi, e ora bisogna trovare anche equilibrio e solidità».
In attesa del Milan, l'unica nota stonata è l'infortunio di Raspadori, che calciando il rigore si è probabilmente procurato una ricaduta del problema accusato in nazionale a fine settembre. Ci dà un aggiornamento? Cominciano a essere troppi gli infortuni muscolari?
«Fate un esposto alla UEFA e alla FIFA: sono troppi per tutti, non solo per noi. I giocatori sono sottoposti a un calendario assurdo, illogico, e ne pagano tutti le conseguenze: ho letto di diverse situazioni in questi tre giorni europei. È un rischio che purtroppo si corre, e quando si torna dalle nazionali è un rischio in più: Scalvini si è fatto male appena rientrato dalla nazionale, e anche Raspadori era appena tornato dalla nazionale. Questo è il calendario. La cosa che mi meraviglia di più è che l'associazione calciatori non dica niente su questa storia».
Fin dall'inizio della stagione l'incontro tra il suo modo di allenare e una realtà come l'Atalanta è una delle cose che più incuriosiscono. Dopo tre mesi di lavoro, ha individuato con chiarezza le potenzialità di questo gruppo? Dove può arrivare?
«Allenare qui è abbastanza facile. La società è una società modello e io, perlomeno, non avevo mai incontrato una situazione di questo tipo. Poi è chiaro che è una squadra che viene da tanti anni di un calcio completamente diverso, quindi le difficoltà possono essere di questo tipo. Però la disponibilità da parte dei giocatori c'è e piano piano stanno crescendo, quindi spero che abbiamo ancora tanti margini di crescita. Dove possiamo arrivare nel primo anno, sinceramente, non lo so: nel medio periodo ci siamo prefissati di arrivare piuttosto in alto».
Due vittorie consecutive, una squadra che finalmente segna con continuità e un allenatore che rivendica i progressi senza dimenticare ciò che ancora manca: equilibrio e solidità. Ma la serata europea lascia anche la rabbia di Sarri contro un calendario che, a suo dire, sta presentando il conto a tutti, e che a pochi giorni dal Milan gli toglie un'altra pedina importante.
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