Mixed Zone, Scamacca: "Il peggio è passato, sono molto motivato. Conference? Puntiamo a vincerla"
Redazione TuttoAtalanta.com
Un gol, un velo decisivo e la sensazione di essersi lasciato alle spalle le stagioni più complicate. Nella zona mista della New Balance Arena, al termine del 3-1 sul Pafos che ha aperto il cammino della Dea nella League Phase di Conference League, Gianluca Scamacca si è fermato con i giornalisti, tra cui i microfoni di Bergamo TV. L'attaccante romano ha commentato la serata europea, il dispiacere per l'infortunio di Raspadori, il proprio stato d'animo dopo anni segnati dagli infortuni, le differenze tra i due moduli di Sarri, l'alternanza con Krstović e le ambizioni europee di una squadra che vuole arrivare fino in fondo. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Gianluca, vittoria con gol: un'ottima serata per iniziare la Conference.
«Sì, un'ottima serata: ci tenevamo a vincere e a iniziare bene».
Si è fatto male Raspadori: anche questo non ci voleva, stasera.
«Sì, è un dispiacere per lui. Speriamo che non sia niente di grave».
E adesso testa al Milan?
«Assolutamente sì. Sarà una partita difficilissima».
Quanto sei soddisfatto? Entri nella storia nerazzurra con un nuovo record di gol e ti sei rilanciato anche con l'Italia: la stagione comincia ad assumere un significato particolare. Come stai a livello psicologico?
«Io sto bene. Il peggio è passato, perché ho vissuto degli anni un po' difficili per gli infortuni. Con questo record che hai detto mi sento anche un po' vecchio, però sono contento, e sono molto carico e motivato».
Ti trovi meglio da attaccante nel 4-2-3-1 o nel 4-3-3? Nel primo puoi avere alle spalle un compagno come De Ketelaere o Raspadori.
«Sono due moduli un po' diversi, perché nel 4-3-3 sei un po' più isolato, mentre con un trequartista hai un appoggio in più e sei un po' più offensivo. Quindi in teoria cambia, però alla fine cambia veramente poco».
Come sta la squadra? Queste ultime due partite erano considerate alla portata, ma dopo tre sconfitte consecutive vincerle non era semplice: adesso c'è più fiducia e consapevolezza? Stasera il secondo tempo è sembrato diverso da quello con il Venezia.
«La squadra è sempre stata tranquilla. Sapevamo che un cambiamento così radicale ci avrebbe messo in grossa difficoltà, però siamo sempre stati sereni. Abbiamo lavorato sodo e adesso, piano piano, cominceremo a raccogliere i nostri frutti».
Stasera, dopo il gol, hai anche esultato e sorriso. Fa parte del tuo personaggio non esagerare mai?
«Un pochino sì, dai. Un'esultanza ce l'ho in mente: non ve la dico, poi la farò. Qualcosa c'è, qualcosa bolle in pentola».
Come va l'alternanza in attacco con Krstović? Sarri vi sta provando entrambi, e con le partite ogni tre giorni questo vi permette di arrivare più freschi.
«Assolutamente. Ormai nel calcio di oggi giochi ogni tre giorni, non puoi giocare tutte le partite: è normale che ci si debba alternare e che serva un sostituto di altrettanto livello. Ed è giusto così. Io non ho mai preteso di giocare tutte le partite, perché poi arrivi corto. Quindi è giusto così».
Che spinta vi dà giocare in Europa? Tu hai segnato tanti gol nelle coppe e la storia dell'Atalanta dice che dall'Europa traete energia anche per il campionato.
«L'Europa è stimolante. Noi puntiamo ad arrivare il più in fondo possibile, a vincerla: è un'ottima competizione e speriamo di arrivare fino in fondo».
Serenità ritrovata, fame intatta e un'esultanza ancora da svelare: Scamacca si gode una serata europea da protagonista e guarda già a San Siro con la consapevolezza di chi ha superato i momenti più bui. Per la Dea, in un attacco che deve fare i conti con l'ennesimo stop di Raspadori, è la notizia più bella della notte del Pafos.
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