De Roon in conferenza: "Bergamo è casa mia, mi emoziono pensando al cammino fatto"
Il giorno tanto atteso è finalmente arrivato, regalando istanti destinati a rimanere incisi per sempre nella memoria collettiva. Dopo il triplice fischio della sfida contro l'Hellas Verona, Marten de Roon si è presentato in sala stampa con gli occhi lucidi e il cuore gonfio di orgoglio, consapevole di aver appena scritto la pagina più indelebile della sua incredibile avventura nerazzurra diventando il primatista assoluto di presenze nella storia dell'Atalanta.
L'EMOZIONE DEL TRAGUARDO E L'OMAGGIO AL MAESTRO - Il record tagliato sul prato della New Balance Arena rappresenta il coronamento di un amore viscerale e incondizionato. Il centrocampista olandese non ha nascosto il turbinio di sentimenti provato fin dal calcio d'inizio: «È stato emozionante dal primo minuto. Ho pensato subito alla partita, ma nel giorno in cui divento l'atalantino più presente mi sono commosso profondamente. Mi sento legato a Bergamo in modo fortissimo, oggi più che mai mi sono sentito a casa». Un pensiero speciale e colmo di gratitudine è stato rivolto al suo predecessore, Gianpaolo Bellini, che gli ha appena ceduto lo scettro: «Lui è stato un signore umile ed è stato il mio grande capitano. Per quanto mi riguarda, fisicamente sto ancora benissimo e voglio continuare a calcare questi campi finché il corpo me lo permetterà».
LE NOTTI MAGICHE E L'ESEMPIO PER I GIOVANI - Riavvolgendo il nastro dei ricordi, e tenendo volontariamente da parte la notte irreale di Dublino, la mente del mediano vola verso i picchi più alti raggiunti dalla Dea in campo internazionale. – confida in conferenza stampa – interrogato sui momenti più iconici della sua epopea, il numero quindici ha la voce rotta dall'emozione: «Se chiudo gli occhi penso subito alla nostra prima, storica qualificazione in Champions League. Poi mi piace ricordare la clamorosa impresa contro lo Shakhtar Donetsk e, ovviamente, la vittoria ad Anfield contro il Liverpool. Parlare di queste serate mi fa venire ancora i brividi». Oggi, come punto di riferimento assoluto per lo scacchiere di Raffaele Palladino, è lui il faro per le nuove generazioni: «Sono enormemente felice e orgoglioso di poter rappresentare un esempio positivo per i ragazzini che sognano di diventare bandiere. L'affetto sconfinato che ricevo da tutto il popolo atalantino mi riempie di pura gioia».
IL SEGRETO DELLO SPOGLIATOIO NERAZZURRO - Il miracolo sportivo vissuto in questi anni affonda le proprie radici in un ambiente sano e protettivo, un ecosistema perfetto per far sbocciare il talento e consolidare gli uomini. L'olandese sottolinea con forza la centralità del gruppo: «L'ambiente conta tantissimo nella crescita di un giocatore. Noi siamo una squadra incredibilmente unita. I ragazzi più giovani che arrivano a Zingonia si sentono subito accolti e protetti. Ricordo perfettamente quando è successo a me al mio arrivo: ad aprirmi le porte c'erano campioni e uomini veri come Bellini, Giulio Migliaccio, Cristian Raimondi e Luca Cigarini. Questo è uno spogliatoio dove si respira la vera cultura del lavoro e dove si può maturare in totale serenità. L'ambiente creato intorno a noi è semplicemente fondamentale».
Una dichiarazione d'amore puro che va ben oltre le fredde statistiche, certificando come la fascia di capitano sia finita sul braccio di un uomo capace di incarnare, difendere e tramandare l'anima più autentica e fiera del popolo bergamasco.
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