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Migliaia di firme fuori dalla New Balance Arena: la petizione degli ultras per salvare il calcio
Oggi alle 17:45Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Migliaia di firme fuori dalla New Balance Arena: la petizione degli ultras per salvare il calcio

Oltre quattromila adesioni in poche ore per la campagna lanciata dagli ultras. L'iniziativa bisserà contro la Juventus per un tifo più accessibile e meritocratico

La passione viscerale per il pallone si trasforma in una mobilitazione civile senza precedenti. Fuori dai cancelli della New Balance Arena, il tifo organizzato bergamasco ha lanciato un segnale fortissimo all'intero sistema sportivo nazionale, raccogliendo un'adesione massiccia per la petizione denominata «Per un calcio giusto e popolare». Un'iniziativa che mira a scardinare le logiche del calcio moderno per riportare lo sport più amato al centro delle dinamiche sociali e restituirlo alla sua gente.

NUMERI DA RECORD - Il successo dell'iniziativa, promossa trasversalmente da diverse tifoserie della penisola, ha trovato terreno fertilissimo nel capoluogo orobico in occasione della recente sfida contro il Verona. Nelle due ore e mezza che hanno preceduto il fischio d'inizio, i banchetti allestiti dai sostenitori hanno registrato numeri impressionanti, superando agilmente quota quattromila sottoscrizioni. Una partecipazione travolgente che ha stupito gli stessi organizzatori, i quali hanno sottolineato l'eccezionalità del dato: «La risposta di Bergamo e della sua gente è stata incredibile. I nostri ragazzi e ragazze hanno raccolto una firma ogni tre secondi. Un dato record che certifica come la nostra tifoseria abbia a cuore la volontà di un calcio migliore».

IL MANIFESTO DELLA RIVOLTA - Ma cosa chiedono esattamente gli appassionati che gremiscono ogni domenica le gradinate? Il manifesto della petizione si snoda attraverso punti cardine che puntano a tutelare i diritti e la dignità degli spettatori. Le richieste spaziano dalla salvaguardia delle trasferte all'imposizione di prezzi calmierati e accessibili per i settori popolari, passando per una drastica revisione dei calendari affinché gli orari delle partite tornino a rispettare le esigenze dei lavoratori. Il documento punta inoltre l'indice contro le multiproprietà, invocando campionati fondati esclusivamente sul merito sportivo, la cessazione di misure repressive considerate fuori contesto e la creazione di impianti che siano finalmente a misura di tifoso.

IL PROSSIMO APPUNTAMENTO - L'onda d'urto generata in questa prima domenica di mobilitazione non è assolutamente destinata a esaurirsi. La campagna di sensibilizzazione proseguirà in modo ancora più capillare in vista dei prossimi appuntamenti casalinghi della formazione guidata da mister Raffaele Palladino. Il nuovo banco di prova per i promotori della raccolta firme è già fissato per l'undici aprile, data in cui l'impianto cittadino ospiterà il tesissimo incrocio di cartello contro la Juventus. Un'ulteriore e prestigiosa vetrina per ribadire a gran voce che il cuore pulsante del sistema resta il pubblico pagante.

Una presa di posizione netta e inequivocabile che parte da Bergamo per espandersi in tutta Italia: il calcio deve tornare a essere un patrimonio condiviso, accessibile e, soprattutto, popolare.

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