Notte da brividi alla New Balance Arena: l'Italia si affida a Calafiori e lancia l'atalantino Palestra
L'attesa è finita e il respiro di un'intera nazione si condensa sul prato della New Balance Arena, palcoscenico designato per spingere la Nazionale italiana verso il sogno Mondiale che manca ormai da dodici interminabili anni. Contro l'Irlanda del Nord non sono ammessi passi falsi, in uno spareggio infuocato che potrebbe incredibilmente vedere protagonista fin dal primo minuto Marco Palestra, astro nascente di proprietà dell'Atalanta, pronto a raccogliere il testimone della grinta azzurra insieme al faro difensivo Riccardo Calafiori e al commissario tecnico Gennaro Gattuso.
IL GIOIELLO OROBICO E IL SOGNO AZZURRO - Cresciuto nel florido vivaio di Zingonia e attualmente in prestito formativo al Cagliari, l'esterno ventunenne rappresenta la grande scommessa a sorpresa del ct per scardinare la rocciosa retroguardia britannica. Palestra si gioca infatti una maglia da titolare sull'out di destra in un serrato ballottaggio con Matteo Politano. Una scalata vertiginosa per chi, ai tempi dell'Under 15, faticava a imporsi per via di uno sviluppo fisico ritardato rispetto ai coetanei. «Non mi aspettavo la chiamata, la Nazionale è il sogno supremo di ogni calciatore», ha confessato il laterale ai microfoni di Vivo Azzurro Tv, ringraziando apertamente il selezionatore dell'Under 21 Silvio Baldini per i preziosi consigli impartiti. Adesso, in quello stadio che la truppa di Raffaele Palladino infiamma ogni weekend, il ragazzo è pronto a ispirarsi ai suoi grandi idoli, Nicolò Barella e Sandro Tonali.
IL PATTO DI SANGUE E LA SPINTA DEL PUBBLICO - A blindare le certezze psicologiche del gruppo ci pensa il baluardo dell'Arsenal, pienamente recuperato e pronto a guidare il reparto arretrato. Il difensore predica una leggerezza agonistica indispensabile per non farsi schiacciare dal peso delle pressioni. – come analizza L'Eco di Bergamo – il ricordo della roboante cinquina rifilata all'Estonia proprio nell'impianto lombardo funge da carburante emotivo essenziale. «Spero saremo noi a dominare la partita, vivo questa sfida non con ansia, ma come una chance meravigliosa che aspettavo fin da bambino», ha rivelato il centrale, svelando poi un bellissimo retroscena sul profondo legame instaurato con l'allenatore calabrese: «In un periodo in cui giocavo poco, mi è stato più vicino lui di mia madre. È stato splendido andare a cena insieme, in un clima di pura amicizia. Il conto? L'ha pagato il mister senza esitazioni».
I DUBBI DI FORMAZIONE E L'ASSEDIO FINALE - Mentre la squadra lascia Coverciano per svolgere la rifinitura in terra bergamasca, restano da sciogliere gli ultimi delicati nodi tattici in vista del match che regalerà l'accesso alla finale contro la vincente tra Galles e Bosnia. Il fiato resta sospeso per le condizioni di Alessandro Bastoni, in netto miglioramento ma valutato fino all'ultimo istante utile. In caso di forfait precauzionale, i motori di Federico Gatti e Alessandro Buongiorno sono già caldi, con Gianluca Mancini pronto a presidiare il centro-destra dopo aver smaltito un lieve affaticamento. In mezzo al campo agirà la collaudata cerniera composta da Tonali, Barella e Manuel Locatelli, affiancati a sinistra dalla propulsione di Federico Dimarco. Davanti, il peso dell'attacco graverà sulle spalle di Moise Kean e Mateo Retegui, sebbene Sebastiano Esposito continui a scalpitare per una maglia a gara in corso.
La tavola è apparecchiata, i tasselli sono al loro posto e il pubblico orobico è pronto a trasformarsi nel dodicesimo uomo in campo: per compiere il primo vero passo verso gli Stati Uniti, l'Italia dovrà semplicemente gettare il cuore oltre l'ostacolo.
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