Da Pasalic a Carnesecchi, la carica della Dea verso il Mondiale
Il grande sogno americano bussa prepotentemente alle porte della New Balance Arena. La spedizione dei giocatori dell'Atalanta verso il prossimo Mondiale del 2026, in programma tra Canada, Messico e Stati Uniti, promette di assumere contorni storici. La truppa forgiata dalle sapienti mani di Raffaele Palladino si appresta infatti a polverizzare il precedente primato stabilito in Qatar nel 2022, quando a rappresentare la Dea furono quattro elementi (Teun Koopmeiners, Marten de Roon, Mario Pasalic e Joakim Maehle). Oggi i numeri potrebbero clamorosamente raddoppiare, sfiorando la decina di effettivi, al netto degli spietati verdetti che gli imminenti spareggi si apprestano a emettere.
I BIGLIETTI GIÀ STACCATI E IL DERBY NEL GIRONE - Chi ha già le valigie pronte può godersi l'attuale sosta con rinnovata serenità. Il tuttocampista croato Pasalic, ormai colonna inamovibile della sua nazionale con cui ha già vissuto da protagonista tre grandi tornei dal 2020 a oggi, è pronto all'ennesima rassegna iridata. Altrettanto blindata è la presenza della stella belga Charles De Ketelaere, già veterano della spedizione qatariota, e del granitico difensore ivoriano Odilon Kossounou, fresco trionfatore in Coppa d'Africa. A completare il quadro dei qualificati certi c'è la freccia ghanese Kamaldeen Sulemana, che si ritroverà ad affrontare proprio il compagno Pasalic in un suggestivo scontro fratricida già delineato dai sorteggi della fase a gironi.
L'ITALIA E LA SPERANZA AZZURRA - L'ansia da qualificazione avvolge invece il folto blocco tricolore. – come evidenzia L'Eco di Bergamo – le convocazioni per i delicatissimi playoff hanno coinvolto in prima linea Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini, Giacomo Raspadori e lo sfortunato Gianluca Scamacca, attualmente ai box, ai quali si aggiunge il giovane prospetto Marco Palestra, momentaneamente in prestito al Cagliari. Restano invece a guardare gli esclusi illustri: Raoul Bellanova ha perso terreno nelle gerarchie, mentre Davide Zappacosta continua a essere ignorato dal commissario tecnico Gennaro Gattuso nonostante un'annata da stakanovista di livello assoluto. Discorso a parte per l'astro nascente Honest Ahanor: ottenuta la cittadinanza, si è subito preso l'Under 21, ma un fisiologico calo di rendimento ha fisiologicamente rimandato il grande salto tra i big.
SPAREGGI AL CARDIOPALMA E INCROCI FATALI - Il tabellone europeo rischia di mietere vittime di lusso proprio all'interno dello spogliatoio bergamasco. Da un lato, Sead Kolasinac insegue il miracolo con la sua Bosnia ed Erzegovina, sperando di superare il Galles per poi incrociare potenzialmente le armi contro l'Italia in finale. Dall'altro, il crudele percorso di qualificazione ha messo di fronte Nicola Zalewski e Berat Djimsiti nell'infuocato scontro tra Polonia e Albania. Come se non bastasse, il sopravvissuto di questo duello dovrà vedersela contro la vincente di Ucraina-Svezia, dove milita il gigante Isak Hien. La matematica non fa sconti: solo uno tra loro tre, o addirittura nessuno se dovessero trionfare gli ucraini, volerà oltreoceano. Capitolo tristemente chiuso, invece, per Lazar Samardzic e Nikola Krstovic, estromessi definitivamente con le maglie di Serbia e Montenegro.
I SOGNI NEL CASSETTO A ZINGONIA - Sul prato del Centro Sportivo, infine, lavorano tre campioni che la divisa della propria nazione la conoscono a memoria. L'esclusione che fa più rumore è quella del brasiliano Ederson, scaricato dal ct verdeoro Carlo Ancelotti nonostante un rendimento altissimo e la precedente presenza in Coppa America. Dispiace enormemente per l'americano Yunus Musah: il poco spazio trovato in Lombardia rischia di fargli perdere il treno del Mondiale organizzato in casa. C'è, infine, il capitano di mille battaglie. De Roon, assente dall'Olanda da due anni, ha recentemente confessato di covare «ancora un 1% di sogno». E se il selezionatore Ronald Koeman predica pubblicamente che «non si può mai dire mai», l'impresa appare titanica ma non del tutto impossibile per chi ha fatto della resilienza la propria inconfondibile firma d'autore.
L'attesa sta per finire. Le prossime notti internazionali decreteranno chi potrà continuare a cullare l'ambizione delle notti magiche d'America e chi, purtroppo, dovrà accontentarsi di tifare i propri compagni a distanza.
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