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Zingonia, la miniera d'oro: l'Atalanta cambia strategia e blinda il tesoro di Carnesecchi e Scalvini
Oggi alle 19:22Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com
fonte Andrea Losapio

Zingonia, la miniera d'oro: l'Atalanta cambia strategia e blinda il tesoro di Carnesecchi e Scalvini

Il settore giovanile nerazzurro produce meno titolari rispetto al passato. Da Scalvini a Carnesecchi, ecco come il vivaio è diventato una miniera per il bilancio

L'Accademia di Zingonia ha storicamente rappresentato il fiore all'occhiello e il motore pulsante dell'intero progetto tecnico legato all'Atalanta. Eppure, osservando le dinamiche delle ultime stagioni agonistiche, il paradigma sembra essere profondamente mutato. Le vertiginose ambizioni europee, culminate con ben cinque qualificazioni in Champions League negli ultimi sette anni, hanno spinto la società a modificare le proprie strategie. Oggi, piuttosto che lanciare in prima squadra i talenti grezzi della Primavera in cerca di gloria, si preferisce investire pesantemente sul mercato, con valutazioni in doppia cifra che oscillano sistematicamente tra i quindici e i trenta milioni di euro per garantire elementi già pronti alle notti magiche della New Balance Arena e alle direttive di mister Raffaele Palladino.

I GIOIELLI DA ESPORTAZIONE E IL MERCATO - L'immenso patrimonio tecnico ed economico forgiato nel settore giovanile è attualmente incarnato da due profili di caratura internazionale: Marco Carnesecchi e Giorgio Scalvini. Entrambi rappresentano la vera cassaforte del club e, in vista della prossima sessione estiva di mercato, non è da escludere un clamoroso addio di fronte a offerte irrinunciabili. Per strappare l'estremo difensore da Bergamo, il prezzo fissato dalla dirigenza non scende sotto la soglia dei quaranta milioni di euro. Una valutazione pressoché identica pende sulla testa del difensore centrale che, pur avendo vissuto stagioni da veterano assoluto, compirà ventitré anni soltanto nel prossimo mese di dicembre. Curiosamente, anni fa il Paris Saint-Germain mise sul piatto ben trentacinque milioni più bonus per il baluardo difensivo, una proposta allora rispedita al mittente senza alcuna esitazione ma che, ripresentata oggi, verrebbe con ogni probabilità esaminata con grande attenzione.

L'ANOMALIA DELLA MATURAZIONE TARDIVA - Analizzando il ricambio generazionale, emergono riflessioni interessanti sull'età effettiva dei presunti talenti in rampa di lancio. Negli ultimi mesi ha fatto molto rumore l'ascesa di Lorenzo Bernasconi, esploso sulla corsia esterna ma già ventiduenne. Un dato anagrafico che impone un lecito quesito: si tratta di una scoperta giovanile avvenuta in ritardo o semplicemente della parabola di un ragazzo arrivato a piena maturazione senza essere stato gettato nella mischia in precedenza? Discorso analogo per Marco Palestra, da anni stabilmente nel giro dei grandi ma sistematicamente penalizzato da gerarchie chiuse e dalla spietata concorrenza nel suo ruolo, fattori che lo hanno relegato nelle retrovie nonostante le doti evidenti.

I VETERANI E LE GERARCHIE DEL VIVAIO - A completare lo scacchiere dei prodotti fatti in casa rimasti alla base orobica ci pensano le figure di maggiore esperienza. L'elenco si chiude infatti con la spinta inesauribile di Davide Zappacosta e l'affidabilità del duo di portieri formato da Marco Sportiello e Francesco Rossi. Un gruppetto decisamente ristretto che certifica l'assenza totale, in questo preciso momento storico, di centrocampisti, attaccanti o giovanissimi esordienti provenienti in pianta stabile dalla cantera.

La storica fabbrica di talenti nerazzurra non ha smesso di produrre diamanti, ma ha semplicemente deciso di lucidarli in vetrina come pezzi unici da collezione, risorse preziose e indispensabili per finanziare i sogni di gloria di un club ormai stabilmente seduto al tavolo dei grandi d'Europa.

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