Zappacosta infinito: l'Atalanta blinda il suo motore fino al 2027 a suon di record
Ripristinare un'identità vincente dopo la fine di un'era leggendaria è l'impresa più ardua nel mondo del calcio. Le turbolenze vissute dall'Atalanta nella prima parentesi stagionale sotto la guida di Ivan Juric avevano fatto suonare più di un campanello d'allarme, prima che il nuovo corso tecnico trovasse la sua definitiva quadratura. A fare da solido ponte tra il glorioso passato e l'ambizioso presente c'è una certezza inossidabile che risponde al nome di Davide Zappacosta. L'esterno, arrivato a Bergamo quasi in punta di piedi, si è caricato la squadra sulle spalle diventando il motore inesauribile della rinascita orobica.
IL PATTO FINO AL 2027 E LE RADICI NERAZZURRE - Il legame tra il laterale e la Dea affonda in un'intuizione lontana, quando nel gennaio 2011 la dirigenza orobica lo scovò giovanissimo nell'Isola Liri, in provincia di Frosinone. Oggi, alla soglia dei trentaquattro anni che compirà il prossimo giugno, il suo rendimento non accenna minimamente a calare. Al contrario, la sua centralità nello scacchiere tattico di Raffaele Palladino è diventata talmente assoluta da spingere la società a blindarlo. Come già accaduto per il recordman Marten de Roon, il club ha esercitato senza esitazioni la clausola unilaterale di prolungamento, estendendo il suo contratto fino all'estate del 2027.
UN PROTAGONISTA SOTTOVALUTATO E NUMERI DA RECORD - L'etichetta di giocatore imprescindibile non è un semplice vezzo narrativo - approfondisce La Gazzetta dello Sport -, ma una verità scolpita nel marmo delle statistiche. Con 2912 minuti collezionati in trentanove presenze stagionali, il pendolino di Sora è il secondo giocatore di movimento più spremuto dell'intera rosa. L'unica panchina concessagli è coincisa con l'ininfluente ottavo di ritorno in Champions League contro il Bayern Monaco. L'esplosione definitiva è avvenuta in questo 2026, impreziosito da tre centri pesantissimi: l'ultimo, fatale per il Verona, ha interrotto un digiuno di vittorie che durava da quasi un mese. Dal suo esordio in massima serie nel 2014-15, sempre con questi colori addosso, solo Federico Dimarco ha registrato più gol e assist tra i difensori del campionato italiano. A questo si aggiunge un primato sensazionale: ben dodici reti realizzate da fuori area, nessuno come lui nel reparto arretrato in questo arco temporale.
IL RITORNO A DESTRA E IL SOGNO AZZURRO SFIORATO - Le dinamiche tattiche di questa annata hanno visto l'esperto difensore traslocare nuovamente sulla sua corsia naturale di destra, lasciando l'out mancino al dirompente impatto del giovane Tommaso Bernasconi. Un riassetto che ha giovato all'intera manovra della squadra che infiamma settimanalmente la New Balance Arena. Nella prossima stagione, la medesima fascia potrebbe ospitare il ritorno alla base di Marco Palestra. Il talentuoso classe 2005, attualmente in prestito al Cagliari e fresco di convocazione per i delicati playoff mondiali, avrebbe solo da imparare da un professore di tale caratura. E a proposito di Nazionale, le prestazioni magistrali delle ultime settimane avrebbero forse meritato una chiamata a sorpresa da parte del commissario tecnico Gennaro Gattuso per regalare al veterano un ultimo grande ballo.
L'Azzurro resta per ora un capitolo chiuso, ma il fuoco in nerazzurro arde più vivo che mai. Il viaggio di Zappacosta prosegue a vele spiegate, pronto a scrivere nuove pagine di storia sull'erba di Bergamo almeno fino al 2027.
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