La Dea non fa più regali alle piccole. Ora Juve, Roma e Lazio per scrivere il finale di stagione
L'Atalanta ha smesso di specchiarsi e ha iniziato a badare al sodo. Nelle sfide sulla carta più agevoli, quelle che storicamente nascondevano le insidie più infingarde per la truppa nerazzurra, la squadra ha sfoderato un pragmatismo letale. Un segnale inequivocabile di maturità, essenziale per sbranare le avversarie meno quotate e prendere la rincorsa in vista di un finale di stagione incandescente.
GLI SPETTRI SCACCIATI - Il campionato dei bergamaschi, finora, era stato pesantemente condizionato da imperdonabili amnesie contro le formazioni impegnate nella lotta salvezza. Dagli stenti d'inizio anno sotto la precedente gestione di Ivan Juric, certificati dal deludente 1-1 contro il Pisa poi bissato in fotocopia a gennaio, fino all'infausto doppio ko patito per mano del Sassuolo e alla clamorosa sbandata autunnale nelle nebbie del Bentegodi. Inciampi dolorosi, figli di un atteggiamento spesso troppo morbido, che rischiavano di azzoppare definitivamente le ambizioni europee.
IL NUOVO VOLTO CINICO - A cavallo dell'ultima pausa internazionale, lo spartito è radicalmente mutato. Le recenti vittorie su Verona e Lecce hanno consegnato a Raffaele Palladino un bottino immacolato, limando preziose lunghezze sulle dirette concorrenti. Se contro gli scaligeri era servita una prestazione di grande sacrificio – illuminata dal lampo del terzino Davide Zappacosta e blindata dagli interventi provvidenziali di Marco Carnesecchi – in terra salentina la superiorità è stata schiacciante. Il gruppo – come evidenzia lucidamente l'analisi de L'Eco di Bergamo – ha tramutato la vecchia leziosità in un cinismo spietato, cancellando i cali di tensione con una lodevole quadratura di squadra.
IL TRITTICO DEL DESTINO - Questa prepotente iniezione di concretezza arriva nel momento perfetto, alla vigilia di uno snodo stagionale da vertigini. Il calendario impone ora tre scontri titanici: sabato l'incrocio domestico contro la Juventus, il 18 aprile l'insidiosa trasferta nella tana della Roma e, infine, il 22 aprile l'attesissimo ritorno della semifinale di Coppa Italia contro la Lazio, da combattere metro su metro sul prato della New Balance Arena. Ostacoli di caratura massima, benché le due big affrontate in campionato stiano attraversando una fase di vistoso rallentamento e i biancocelesti concentrino tutte le proprie energie residue esclusivamente sul trofeo nazionale.
Il tempo dei regali e degli esperimenti è ufficialmente esaurito. Il rush finale è iniziato e il passaporto per l'Europa – che sia Champions League o Conference – andrà timbrato mettendo in campo la stessa, implacabile ferocia ammirata negli ultimi centottanta minuti.
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