Palladino riscrive la storia a Bergamo: media punti clamorosa e difesa d'acciaio per la Champions
L'Atalanta sta letteralmente volando sulle ali dell'entusiasmo. Sotto la sapiente e maniacale guida tecnica di Raffaele Palladino, la formazione orobica ha ingranato una marcia inarrestabile, costruendo mattoncino dopo mattoncino una risalita europea che rasenta la perfezione assoluta. Un capolavoro strategico che trova totale conforto in dati incontrovertibili e spaventosi per tutte le dirette concorrenti, ridisegnando le prospettive di una stagione nata sotto una cattiva stella.
IL RITMO INFERNALE E LA MEDIA RECORD - Analizzando il ruolino di marcia, emerge un dato che fa immediatamente stropicciare gli occhi: due punti spaccati a partita. Nelle venti sfide dirette dal mister campano sono stati collezionati la bellezza di quaranta punti. Si tratta della miglior media mai registrata nella storia del club nell'era dei tre punti, un'andatura da qualificazione garantita alla massima competizione continentale. Basti pensare che nel solo anno solare 2026 sono arrivati ben trentuno punti: nel massimo campionato, soltanto l'imprendibile Inter capolista ha saputo fare meglio, spingendosi a quota trentasei.
LO STRAPPO SULLE RIVALI E LA GESTIONE DELLE ASSENZE - – come analizza La Gazzetta dello Sport – l'impatto del nuovo corso è devastante anche se si stringe il campo al confronto diretto con le grandi. Nello stesso arco temporale, la squadra ha rosicchiato ben dieci lunghezze alla Roma e due alla Juventus, tenendo la medesima spaventosa andatura del sorprendente Como e perdendo pochissimo terreno da corazzate come Milan e Napoli. Tutto questo assorbendo senza il minimo contraccolpo defezioni pesantissime: i forfait di elementi cardine come Gianluca Scamacca e Isak Hien sono stati brillantemente arginati dalle risposte poderose fornite da Nikola Krstovic e Berat Djimsiti, a dimostrazione della profondità della rosa che calca il prato della New Balance Arena.
LA RIVOLUZIONE DEL BUNKER E L'OMBRA DI GASPERINI - Il vero e proprio snodo cruciale della stagione, tuttavia, ha preso forma nel pacchetto arretrato. Con sole ventisette reti incassate in trentuno giornate, i nerazzurri vantano attualmente la quarta miglior difesa del torneo. Per trovare la reale dimensione di questa metamorfosi, basta scartabellare i polverosi almanacchi: dal 2016 al 2025, nemmeno la macchina perfetta ideata da Gian Piero Gasperini era mai riuscita a scendere sotto la soglia dei trenta gol subiti a questo punto del campionato. Una svolta abissale rispetto all'avvio balbettante con Ivan Juric, che viaggiava alla media di un pallone raccolto in fondo al sacco ogni novanta minuti. Sotto l'attuale guida tecnica il passivo è crollato a sedici reti in venti incontri, ma il vero fiore all'occhiello sono i ben dieci "clean sheet": per la metà esatta delle volte, la porta lombarda è rimasta inviolata.
L'alchimia trovata in questi mesi coniuga la massima ermeticità difensiva con un estro offensivo di primissimo livello. Un equilibrio aureo che candida di diritto questa formidabile squadra a sedersi nuovamente al tavolo dell'élite del calcio europeo.
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