Il maestro Emery incorona l'Atalanta e blinda il calcio italiano: lezione di stile dopo il tris al Bologna
La notte europea del Dall'Ara non ha regalato sorrisi alle formazioni tricolori sul rettangolo verde, ma fuori dal campo è arrivata un'investitura di altissimo profilo per l'intero movimento nostrano. Unai Emery, trionfatore di serata con il suo Aston Villa, ha indossato i panni dell'avvocato difensore del calcio italiano, respingendo con fermezza l'etichetta di sistema in crisi e spendendo parole al miele per le nostre eccellenze, con un occhio di grandissimo riguardo per il capolavoro costruito negli anni dall'Atalanta.
L'ELOGIO AL SISTEMA E IL PESO DELLE COPPE - L'esperto tecnico spagnolo ha voluto tracciare un netto e doveroso confine tra le recenti sfortune della Nazionale azzurra e il reale valore espresso dai club continentali. L'ex allenatore del Siviglia non ha alcun dubbio sulla competitività delle nostre squadre, snocciolando i recenti traguardi: «Non concordo minimamente con chi descrive il vostro movimento in declino. Se guardiamo ai risultati degli ultimi anni, l'Inter ha raggiunto per ben due volte l'atto conclusivo della Champions League, mentre Roma e Fiorentina sono arrivate in fondo alle rispettive competizioni. E poi c'è lo straordinario trionfo dell'Atalanta in Europa League, un successo assoluto». Un palmares che, secondo il manager iberico, certifica uno stato di salute vibrante e ben diverso da quello dipinto dai critici più severi.
A LEZIONE DA GASPERINI E DALLA SERIE A - Il segreto del successo, sui massimi palcoscenici, risiede spesso nella capacità di assorbire e fare propri i dogmi altrui. L'allenatore dei Villans ha ammesso candidamente di aver studiato a fondo le innovazioni introdotte alle nostre latitudini. – come riferisce Sky Sport – l'attenzione del mister si è focalizzata sulle alchimie tattiche che hanno letteralmente stregato l'Europa: «Personalmente ho appreso tantissimo dalla vostra immensa cultura strategica. Penso all'evoluzione del 3-5-2 e ai dettami tattici portati all'esasperazione da Gian Piero Gasperini a Bergamo e dall'Inter, filosofie che hanno generato risultati straordinari a livello internazionale».
LA SFIDA DEL DALL'ARA E IL RISPETTO PER IL RITORNO - Al netto dei complimenti, non è mancata una lucidissima disamina della rotonda vittoria per tre a uno maturata sotto le Due Torri, riconoscendo i meriti iniziali degli avversari. «Nel corso del primo tempo i padroni di casa si sono dimostrati nettamente superiori. Noi siamo scesi in campo troppo timidi, rintanati in basso e costretti ad affidarci ai lanci lunghi. Sentivamo di non meritare il vantaggio, ma nella ripresa ci siamo finalmente sciolti, gestendo la palla con più fluidità e trovando la terza rete». In vista del match di ritorno a Birmingham, l'allerta resta comunque massima: «Bisogna essere estremamente prudenti, perché i felsinei hanno già dimostrato in passato di saper compiere grandi rimonte e sono fortissimi in trasferta. Il rispetto è totale: dovremo correggere i nostri errori davanti al nostro pubblico per chiudere i conti».
Un'iniezione di fiducia inaspettata che arriva proprio da uno dei maestri più vincenti d'Europa, a dimostrazione che il nostro pallone, al netto delle delusioni azzurre, continua a fare scuola e a incutere profondo timore oltre la Manica.
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