VAR, legni e miracoli: l'1-1 della New Balance Arena allunga la semifinale di Coppa Italia
Pasalic risponde a Romagnoli: 1-1 alla New Balance Arena, Atalanta e Lazio volano ai supplementari. La semifinale di ritorno di Coppa Italia non basta a decretare la prima finalista del torneo. Dopo il pirotecnico due a due maturato nella gara di andata, Atalanta e Lazio impattano sull'uno a uno al termine di novanta minuti tiratissimi, rimandando il verdetto ai tempi supplementari in una notte dalle mille emozioni.
IL PRIMO TEMPO BLOCCATO E LA TENSIONE PALPABILE - La posta in palio è altissima e le due squadre, nei primi quarantacinque minuti, sembrano accusare l'importanza dell'evento. Le gambe non girano con la consueta fluidità e la frazione inaugurale scivola via senza far registrare clamorose occasioni da rete. L'unico sussulto degno di nota porta la firma di Nicola Zalewski, la cui conclusione difetta però di cattiveria e viene bloccata senza eccessivi patemi da Motta. La contesa si trasforma rapidamente in una scacchiera iper-tattica: la volontà iniziale della compagine biancoceleste di gestire il ritmo attraverso il possesso palla si scontra contro la progressiva e costante crescita della truppa lombarda, padrona del campo per larghi tratti ma incapace di concretizzare il predominio territoriale.
LA RIPRESA INFUOCATA E L'OMBRA DEL VAR - Il rientro in campo dopo l'intervallo accende definitivamente la miccia del match. All'ora di gioco l'impianto bergamasco esplode per la rete di Ederson, ma la gioia del centrocampista brasiliano viene strozzata in gola dalla tecnologia: il direttore di gara Andrea Colombo, richiamato all'on field review, annulla la marcatura sanzionando una presunta carica di Nikola Krstovic ai danni del portiere ospite, considerato in pieno controllo della sfera. Pochi istanti più tardi, le vibranti proteste si spostano sul fronte opposto per un potenziale tocco col braccio in area di Giorgio Scalvini in contrasto con Tijjani Noslin, ma l'arbitro fa ampi gesti di proseguire l'azione, scatenando il malcontento laziale.
IL FINALE AL CARDIOPALMA E IL MIRACOLO DI MOTTA - Quando lo spettro dei supplementari inizia a farsi concreto, la partita subisce una clamorosa accelerazione all'ottantaquattresimo minuto. Sugli sviluppi di un corner, Alessio Romagnoli trova la girata vincente che sembra indirizzare irrimediabilmente la qualificazione verso la Capitale. La risposta dei padroni di casa è però veemente. A levare le castagne dal fuoco ci pensa il solito, inossidabile Mario Pasalic: il centrocampista croato scaglia un fendente da fuori area che, complice una decisiva deviazione di Taylor, beffa inesorabilmente l'estremo difensore avversario. In pieno recupero, l'undici di casa sfiora l'apoteosi totale, ma Motta compie un autentico miracolo deviando sul legno l'inzuccata a botta sicura di Gianluca Scamacca. È l'ultimo brivido prima del triplice fischio: la battaglia della New Balance Arena necessita di ulteriori trenta minuti di fuoco.
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