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Il patto per l'Europa: l'Atalanta e Palladino congelano il rinnovo in attesa del verdetto finaleTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 18:38Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Il patto per l'Europa: l'Atalanta e Palladino congelano il rinnovo in attesa del verdetto finale

Il tecnico rivelazione e la dirigenza non hanno fretta. La stima societaria è totale, ma prima c'è da smaltire la delusione di Coppa e centrare un piazzamento continentale irrinunciabile

Smaltire le scorie dell'atroce eliminazione in Coppa Italia e convogliare ogni oncia di energia verso l'agognato traguardo continentale in campionato. È questo il mantra assoluto che riecheggia in casa Atalanta, dove il tecnico Raffaele Palladino e i vertici societari hanno siglato un patto d'acciaio per questo infuocato finale di stagione. Le questioni contrattuali e i discorsi sul prolungamento possono attendere: l'orizzonte nerazzurro, in questo momento, esige una concentrazione viscerale sulle ultime cinque battaglie per blindare a ogni costo la qualificazione europea, vero e proprio spartiacque per i futuri e ambiziosi assetti del club lombardo.

LA SCOSSA DEL PREDESTINATO E I NUMERI - L'impatto dell'allenatore campano sulla realtà orobica è stato a dir poco travolgente. Subentrato in corsa per rilevare un balbettante Ivan Juric, il mister ha letteralmente svoltato l'annata della squadra. Oltre ad aver trascinato la rosa a un passo dalla finalissima nazionale e aver incantato in Champions League raggiungendo gli ottavi di finale, il dato che più impressiona gli addetti ai lavori è la spaventosa media di quasi 1,9 punti a partita registrata in Serie A dal giorno del suo insediamento. Una metamorfosi radicale e tangibile che ha spinto l'amministratore delegato Luca Percassi a definirlo apertamente un predestinato, specialmente dopo la memorabile ed epica rimonta europea ai danni del Borussia Dortmund nei playoff. Tuttavia, questo clamoroso rendimento necessita ora di essere capitalizzato con un piazzamento conclusivo all'altezza delle aspettative generate.

NESSUNA FRETTA SULLA FIRMA E I DIALOGHI AVVIATI - Sul fronte strettamente contrattuale, le acque navigano in totale serenità. Non sussiste alcuna urgenza di apporre firme immediate sui documenti, complice anche una rassicurante scadenza naturale dell'accordo attualmente fissata al trenta giugno 2027. Era stato lo stesso ceo bergamasco, a margine della recente e prestigiosa sfida casalinga contro la Juventus, a delineare le tempistiche e a rassicurare la tifoseria sulle manovre dirigenziali: «Con il mister abbiamo un ottimo rapporto, abbiamo già parlato ed è molto contento di essere qui all'Atalanta. Abbiamo avuto talmente tante partite che abbiamo posticipato i ragionamenti alle prossime settimane». Parole inequivocabili che confermano l'esistenza di dialoghi già esplorati, messi momentaneamente in stand-by unicamente a causa dell'ingolfatissimo calendario sportivo.

L'AMAREZZA DELL'OLIMPICO E IL RUSH FINALE - L'uscita di scena dal torneo nazionale ai calci di rigore per mano della Lazio è una ferita profonda che sanguina ancora copiosamente. Un ko beffardo che ha cancellato d'un colpo la possibilità di regalare una notte epica sotto i riflettori della New Balance Arena per l'ultimo atto e ha polverizzato l'accesso alla ricca vetrina della Supercoppa Italiana del prossimo anno. Eppure, piangersi addosso non è un lusso concesso in via presentabile. A bocce ferme, quando la matematica avrà emesso le sue inappellabili sentenze, le parti si siederanno comodamente attorno allo stesso tavolo per tracciare le linee guida del futuro e trovare la quadratura totale, rinnovo incluso. Il palcoscenico europeo rimane la conditio sine qua non per dare continuità a un progetto tecnico affascinante e ancora in piena rampa di lancio.

Il matrimonio tra la panchina e la piazza vanta fondamenta solidissime, ma nel calcio la vera gloria si edifica esclusivamente sul prato verde. Adesso la parola passa inesorabilmente al campo, giudice unico e supremo delle reali ambizioni nerazzurre.

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