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...con Cyril ThereauTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 04 luglio 2020 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo

...con Cyril Thereau

“Fuori per scelta societaria, io posso guardarmi allo specchio. Fiorentina, non sei da Europa... un errore tenere Chiesa: dopo offerte dalle big non ci sei con la testa. La A non doveva ripartire”
Da qualche giorno Cyril Thereau non è più un calciatore della Fiorentina. E per il francese è tempo di tracciare un bilancio sulla sua esperienza viola, in esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb. “I primi sei mesi della mia avventura erano andati bene, poi ho avuto qualche infortunio. Da lì sono iniziati i problemi perché ero sempre indietro fisicamente”, dice Thereau.

Quest’anno poteva andare via a gennaio.
“Io posso sempre guardarmi allo specchio. Tenermi fuori è stata una scelta societaria. Con il mio procuratore abbiamo fatto una proposta per fare la risoluzione, loro non hanno voluto accettare. Ho fatto quello che dovevo fare”

Nel mercato scorso sembrava ad un passo dall’Union Saint Gilloise.
“Potrei andare anche adesso... Ma ho rifiutato un po’ di offerte. A Firenze stavo bene. Per andare in Belgio devo far spostare anche la mia famiglia. E oggi voglio privilegiare la qualità della vita. Mio figlio ha undici anni, non è semplice cambiare scuola e farsi nuovi amici. Al momento, sinceramente, non sto cercando niente. Come detto, privilegio la qualità della vita. Per ora le proposte non mi hanno convinto, non è una questione finanziaria. Ora sono in Francia, il mio futuro sono le vacanze”.

A lei recentemente ha pensato anche la Reggina.
“Si. Ma anche altre società in Serie B. Sinceramente al momento non sono state arrivate convincenti. Con alcune non ho neanche parlato di soldi”.

Si aspettava questa stagione deludente dalla Fiorentina?
“Si ha sempre ciò che si merita. Se non tratti bene la gente poi arriva quello che meriti”.

Si spieghi meglio...
“Di fatti concreti ce ne sono pochi. La Fiorentina non è una squadra che può lottare per l’Europa al di là di quello che si dice. Servono calciatori per lottare per questo traguardo. In Italia le squadre forti sono tante. Per l’Europa serve un organico più competitivo. La squadra comunque ha buoni calciatori. Ma i tifosi meriterebbero qualcosa di grande”.

Lei aveva già lavorato con Iachini.
“Alla Fiorentina ero fuori rosa, mi allenavo con una persona dello stadio. Gli allenamenti li vedevo da fuori. Il mister l’ho avuto all’Udinese, è un allenatore molto valido. E nelle situazioni d’emergenza riesce a far dare il cento per cento alla squadra”.
Chiesa a fine stagione dovrebbe andare via.
“Non venderlo l’anno scorso è stato un errore. Ho vissuto una situazione del genere al Chievo: avevo ricevuto un’offerta e la società non mi ha fatto partire. Poi non riuscivo più ad essere me stesso. Quando qualcosa si rompe diventa difficile. Doveva andar via prima. Federico ha qualità, dà sempre il cento per cento perché è un professionista, ma poi quando arrivano offerte che ti distraggono, se non parti, diventa tutto più difficile”.

Giusto far partire anche Castrovilli?
“Dipende dalle offerte. Quando un calciatore riceve proposte che non si possono rifiutare, è giusto lasciarlo andare. Altrimenti con la testa non c’e più”.

In Francia hanno deciso, tra le polemiche, di fermare il campionato. In Italia invece, alla fine, siamo andati avanti.
“Il campionato non doveva continuare neanche in Italia”.

Ah, no?
“Quello di oggi non è calcio. Due mesi e mezzo di stop, ritmi bassi, stadi senza tifosi. Non è bello. Bisognava fare come in Francia. L’anno prossimo ci sarà l’Europeo, i calciatori non faranno vacanze. La Francia ha fatto la cosa più giusta”.
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