Zalewski, la metamorfosi offensiva della "saetta" polacca all'Atalanta
Fino a qualche mese fa si parlava del “sole polacco” che si era ritrovato sulla fascia sinistra sotto il profilo della qualità. Oggi quel sole bianco e sereno si è trasformato in una tempesta di fulmini per gli avversari — e non, certamente, per un’Atalanta ormai abituata alle scosse offensive del suo "quasi" nuovo acquisto.
“Saetta” Nikola Zalewski, sotto la guida di mister Palladino, ha stravolto ed entusiasmato la sua stagione in nerazzurro. In quella che è forse la metamorfosi più importante per la Dea, il polacco è risultato quasi sempre tra i migliori in campo: una sorta di innesto offensivo di cui l'Atalanta non avrebbe potuto chiedere di meglio.
Arrivato come esterno sinistro su richiesta esplicita di Juric, Nikola si è dimostrato fin da subito un profilo di alto livello in grado di elevare il reparto: capacità di saltare l’uomo, ottimi cross, visione di gioco e una costante pericolosità sulla fascia. Tuttavia, inizialmente presentava un limite evidente nella fase difensiva dove, nonostante qualche buon recupero, faticava nei momenti di sofferenza. Questo aspetto ha portato a diverse riflessioni sulla possibilità di avanzare il suo raggio d'azione, rendendolo più un trequartista esterno che un semplice "quinto" (ruolo che, peraltro, aveva già ricoperto con ottimi risultati ai tempi dell’Inter).
Dopo l’esonero di Juric e l’arrivo di Palladino, Zalewski sembrava destinato al ruolo di jolly, complice anche l'ascesa di Bernasconi. Tutto è cambiato però con la partenza di Lookman per la Coppa d’Africa: grazie a un'intuizione di Palladino, il ragazzo è stato schierato nel tridente d'attacco. Da quel momento il suo livello è decollato, rendendolo incisivo in ogni singola giocata e ribaltando completamente le gerarchie, superando in un colpo solo Samardzic, Sulemana e Maldini.
Recuperi, dribbling, corsa, palloni invitanti per le punte, rapidità e dinamismo: per movenze e impatto, si è già guadagnato l’etichetta di “nuovo Papu Gomez”. Un paragone che ha un precedente storico: nel 2014, l’argentino fu spostato da ala sinistra a trequartista, cambiando per sempre la storia del numero 10 a Bergamo.
Anche i numeri confermano la crescita: 11° in Serie A per cross riusciti (primo nell'Atalanta), 6° per big chance create e dribbling riusciti. Un fulmine capace di colpire al momento giusto e fondamentale nella rincorsa europea della Dea. A conti fatti, il miglior acquisto di gennaio che Palladino potesse estrarre dal cilindro; e il bello, per Zalewski, deve ancora venire.
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