Non solo sport invernali. Il Trentino-Alto Adige punta alla Serie A. Con Raphael Kofler
Mentre Milano Cortina 2026 riporta l’Italia al centro del mondo con le Olimpiadi invernali, una delle zone del nostro Paese tradizionalmente legate agli sport sulla neve ha iniziato ad attirare l’attenzione anche per altri motivi. Si tratta del Trentino-Alto Adige, che non è più soltanto terra di sci, piste e medaglie alpine. È diventato, nel tempo, un ecosistema sportivo capace di produrre competitività anche lontano dalla neve.
Dal ciclismo di Francesco Moser ai tuffi di Tania Cagnotto, fino alla mentalità internazionale di Jannik Sinner, il territorio ha dimostrato di saper costruire atleti oltre le proprie tradizioni. Con il calcio che sembra essere il capitolo successivo di questa traiettoria. Andrea Pinamonti è ormai presenza consolidata tra Serie A e B, ma il nome nuovo e forte per il futuro sembra essere un altro: Raphael Kofler.
Kofler, continuità da big (a 20 anni)
Difensore classe 2005 del Sudtirol, il ragazzo di Merano è entrato nella Top11 della 25ª giornata di Serie B. Un riconoscimento che certifica una stagione già strutturata: 25 presenze tra campionato e Coppa Italia, tutte da titolare, 2.154 minuti complessivi e un gol. Numeri che raccontano continuità, affidabilità e centralità tecnica. In una categoria dove l’errore si paga e la continuità è merce rara, giocare sempre a vent’anni significa avere già credibilità da professionista maturo.
Il mercato si muove
Non sorprende, dunque, che nell’ultima sessione il suo nome sia finito sui radar di club importanti, italiani e stranieri come Atalanta, Cagliari e Friburgo. Visioni dal vivo, richieste di informazioni, monitoraggio costante. Il segnale è chiaro: Kofler non è più soltanto una promessa interna al progetto Sudtirol, ma un profilo osservato in ottica salto di categoria. E in un mercato sempre più attento a struttura fisica e prospettiva di crescita, un centrale di 1,93 m con questo minutaggio non passa inosservato.
Il Südtirol come laboratorio silenzioso
Tutto questo rende la squadra di Fabrizio Castori e il Sudtirol nel suo complesso non più una protagonista occasionale del panorama calcistico italiano, bensì una realtà che ha costruito organizzazione, programmazione e stabilità. Kofler rappresenta questo passaggio: crescita territoriale, responsabilità precoce, esposizione costante al calcio dei grandi.
Guai adesso ad alzare eccessivamente l’asticella su un ragazzo che ha appena compiuto vent’anni: sarebbe una forzatura. Ma il segnale è evidente. Come le Olimpiadi raccontano un territorio che guarda al mondo, così il calcio certifica che il Trentino-Alto Adige non è più soltanto neve e medaglie alpine. È anche solidità, prospettiva e futuro. Anche nel pallone.
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