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"I gol di Dzeko, i giovani, il tifo": Zukanovic avvisa l'Italia sulle minacce in BosniaTUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 18:31Serie A
di Daniele Najjar

"I gol di Dzeko, i giovani, il tifo": Zukanovic avvisa l'Italia sulle minacce in Bosnia

L'Italia abbatte il muro eretto dall'Irlanda del Nord e vola in finale dei playoff: martedì gli azzurri saranno di scena a Zenica, nella sfida per ottenere la qualificazione alla prossima Coppa del Mondo. L'ex difensore della nazionale bosniaca, Ervin Zukanovic, che in Italia ha vestito le maglie di Atalanta, Roma, Sampdoria, Genoa e SPAL, ha parlato a TuttoMercatoWeb.com delle sue sensazioni per il match. L'Italia è favorita? Non ci sono più campioni come Totti, Del Piero e anche ieri gli azzurri hanno fatto fatica a sbloccarla. "Certamente l'Italia è sempre una di quelle Nazionali che parte sempre favorita in queste partite, ma sappiamo anche che non è più l'Italia di 7-8 anni fa. Nel calcio di oggi poi non ci sono le partite facili, per nessuno". Dzeko è ancora l'uomo più pericoloso della Bosnia Erzegovina? "Sì, Dzeko con la sua esperienza, qualità e capacità di fare gol sa fare la differenza anche adesso con i suoi 40 anni. Ha fatto sempre gol e ne farà ancora molti". Le maggiori qualità che vedi nella Bosnia, Dzeko a parte? "La cosa più importante è che si gioca a casa nostra, già adesso sono tutti carichi. E un'altra cosa più importante ancora è che ci sono i giocatori giovani che vogliono dimostrare qualcosa in più e che hanno grande fame". C'è un video in cui alcuni giocatori dell'Italia esultano per la vittoria della Bosnia Erzegovina contro il Galles: questo farà caricare i vostri giocatori? "Ho visto questo video, penso che possa darci solo più carica. Se sono più felici di giocare contro di noi, si sbagliano". Ti sorprende la crisi del calcio italiano di questi anni? "Non si può dire che in Italia non ci siano bravi giocatori, il 90% di quelli che fanno parte della Nazionale giocano ad alti livelli. L'Italia ha avuto tanti cambiamenti, un ricambio generazionale come quello vissuto anche da noi in Bosnia. Tanti giocatori importanti hanno lasciato, come Buffon, Chiellini, Bonucci. Per tanto tempo questi giocatori hanno portato avanti la propria cultura e tenuto alto l'onore del calcio italiano: non è facile per chi li sostituisce portare avanti la loro mentalità".