Avellino, dieci finali per salvare la B. Su chi puntare? I big del mercato hanno (finora) floppato, e Izzo...
Dieci partite per salvare la categoria. Dieci finali, una più importante dell'altra, da affrontare con il piglio giusto, col sangue agli occhi, con l'atteggiamento della provinciale. Con umiltà. L'Avellino non può più sbagliare, perché sbagliando si è messo da solo con le spalle al muro, obbligato a fare risultato pieno tra le mura amiche e punti anche lontano da casa.
Il calendario mette di fronte ai lupi sette scontri diretti in dieci partite. Si inizia sabato con il Padova, ospite al Partenio-Lombardi. Urge un cambio di rotta. Ballardini dovrà trovare gli uomini giusti ai quali affidarsi, ma quali sono? I big arrivati in estate hanno quasi tutti floppato. Insigne e Tutino hanno perso, ieri, un'altra occasione per riabilitarsi agli occhi dei tifosi e della proprietà. Il secondo ha trovato anche il modo per farsi espellere, con un intervento sfortunato, sì, ma anche evitabile, che ha condizionato il risultato finale. Un rosso che segue prestazioni incolori e chance fallite, come ha fatto l'ex compagno nella Primavera del Napoli.
Favilli non si è mai visto, perennemente bloccato in infermeria: difficilmente potrà cambiare il corso degli eventi una volta chiamato in causa. Quelli della vecchia guardia - Palmiero, Sounas, Enrici, Cancellotti - si stanno dannando l'anima, al netto di qualche fisiologico svarione, ma c'è anche chi non sembra essere in condizione di dare una mano, vedi Patierno. Altri sono stati messi alla porta a gennaio (Rigione, Cagnano, Lescano).
C'è poi Izzo, ai box da quando è arrivato. A breve dovrebbe rientrare, ma non convince la sua gestione extra-campo: storie su Instagram pubblicate mentre la squadra affondava a Venezia, foto da modello emergente, da calciatore ormai sul viale del tramonto. Si spera non sia così e che possa dare una mano ai compagni in termini di qualità e di esperienza.






