Caridi, doppio ex di Mantova-Avellino: "È un match point, ma con 42-43 punti ci si salva. Armellino è un amico, Russo è fortissimo"
Gaetano Caridi è il doppio ex di Mantova-Avellino. Ha giocato in entrambe le squadre (in Irpinia nella stagione 2000-2001) e si è raccontato ai microfoni di Orticalab: "Ho un ottimo ricordo di Avellino: eravamo un gruppo giovane e molto unito. Era stata costruita una squadra forte, composta da calciatori che hanno fatto carriere importanti. Il gol al Messina? Sono reggino, è stato il gol più importante con la maglia dell’Avellino. Ammazzalorso? Era avanti per quegli anni: proponeva un calcio offensivo che ti faceva divertire. È stato determinante per la mia crescita. Nonostante la giovane età e qualche esperienza pregressa particolare, i giocatori avevano entusiasmo e qualità, e con lui spesso finivano per fare la differenza".
Quella stagione terminò con la sconfitta ai playoff contro il Catania, poi Caridi si trasferì al Mantova: "Fu un colpo duro da digerire. Dopo la partita in casa ci sentivamo forti, poi arrivammo a Catania, in uno stadio e in un ambiente particolare, e la situazione precipitò. A distanza di anni dispiace ancora per come si concluse quella stagione. Mantova-Avellino? È un match-point per entrambe. Credo che con 42-43 punti entrambe saranno salve. Ad Avellino ho diversi amici lì: c’è Armellino con cui ho giocato a Cremona e Russo che ho allenato alla Pro Vercelli. È un giocatore forte. L’ho avuto quasi dieci anni fa e già all’epoca aveva una grande forza nelle gambe e un calcio potente. Ballardini? Lo conosciamo tutti, è uno dei tecnici italiani più incisivi quando subentra".






