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Cuoghi: "Il Vicenza è di un'altra categoria. L'ambiente non ha mai mollato, merita la B"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 13:04Serie C
di Daniel Uccellieri

Cuoghi: "Il Vicenza è di un'altra categoria. L'ambiente non ha mai mollato, merita la B"

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Nel corso della diretta mattutina di A Tutta C, il format di TMW Radio interamente dedicato al mondo della Serie C, è intervenuto mister Stefano Cuoghi, che ha fatto il punto sui tre gironi partendo dal B, che scenderà in campo questa sera. Mister, partiamo dalle gare in programma questa sera in Serie C. In vetta è bagarre: l’Arezzo sfida il Carpi, l’Ascoli affronta la Torres e c’è l’incrocio tra Ravenna e Ternana. Che turno si aspetta? «L’Arezzo ha un vantaggio importante, sei o sette punti, e questo incide tantissimo. Ti permette di giocare con maggiore serenità e di poterti concedere anche un passo falso, cosa che le altre non possono fare. L’Ascoli sta vivendo un buon momento, ma mi sembra un po’ troppo distante dalla vetta per puntare al primo posto. Il Ravenna sta facendo un campionato straordinario, però andare a Terni non è mai semplice. Oggi vedo leggermente favorito l’Arezzo, soprattutto per il margine che ha costruito». Un progetto, quello amaranto, costruito nel tempo. «È fondamentale. Hanno avuto pazienza e ora raccolgono i frutti. Anche il Ravenna sta lavorando molto bene, con una proprietà solida: per loro non era obbligatorio vincere subito, ma disputare un campionato di alto livello, e lo stanno facendo. L’Ascoli mi piace, ma ha avuto troppi alti e bassi. Serve continuità, anche perché i playoff possono accelerare il percorso di crescita». Nella parte bassa, invece, il Perugia cerca continuità contro la Pianese. Può essere la svolta? «Ha fatto un buon mercato a gennaio e viene da una vittoria pesante in trasferta. Ha le carte in regola per salvarsi, ma deve trovare continuità. In fondo alla classifica basta poco per rientrare nella zona calda. Chi è davanti può sbagliare, chi è dietro no». Nel girone A, il Vicenza sembra ormai lanciato verso la B. Sedici punti di vantaggio e zero sconfitte: è l’anno giusto? «Direi di sì. È l’insieme delle componenti: società solida, tifoseria straordinaria, investimenti continui nonostante le delusioni dei playoff. È un ambiente che non ha mai mollato. Sedici punti sono un’enormità, soprattutto perché le inseguitrici alternano buone prestazioni a passi falsi. Il Vicenza è di un’altra categoria». E il Cittadella, partito tra le favorite? «Non è facile ricostruire subito dopo tanti anni ad alto livello. Pensavano di aver allestito una squadra competitiva, ma hanno avuto troppi alti e bassi. Possono ancora dire la loro ai playoff, ma servirà arrivarci nel momento migliore». Nel girone C il Benevento ha dato un segnale forte con il 5-0 al Trapani. Può essere lo strappo decisivo? «Otto punti non sono pochi. Ci sono segnali che fanno la differenza: vittorie nel finale, continuità, entusiasmo. Il Catania resta una grande piazza ma non è semplice giocare con quella pressione. Il Benevento ha trovato equilibrio e qualità, e ora gioca con tranquillità». E la lotta salvezza? «È apertissima. Tante squadre in pochi punti, situazioni societarie diverse, cambi di allenatore. Fino ai 26-27 punti nessuno può sentirsi tranquillo. È un girone che può ancora riservare sorprese». Un’ultima battuta sull'FVS «Sono strumenti utili, ma si perde troppo tempo e manca uniformità di giudizio. Modernizzare va bene, ma senza snaturare il calcio. Alcune interpretazioni stanno cambiando troppo il modo di giocare».