Evacuo: "Benevento sempre incisivo nei momenti chiave. Questo ha fatto la differenza"
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Un Vicenza ormai prossimo alla Serie B, che potrebbe già arrivare lunedì, e un Benevento che invece dovrà pazientare ancora un po' per il salto di categoria, anche se la strada imboccata dai sanniti è quella giusta.
Di questo e molto altro ha parlato il bomber all time della Serie C Felice Evacuo, intervenendo nella diretta mattutina di A Tutta C, il format di TMW Radio interamente dedicato al mondo della Serie C, ma chiaramente l'argomento cardine è stato quello riguardante appunto il Benevento: "In questo momento la classifica recita un +12 dal secondo posto, credo sia un bel distacco dal Catania, che nelle ultime gare è stato un po' sfortunato, soprattutto dal punto di vista realizzativo, e ha ceduto il passo. Il Benevento questa settimana ha ottenuto tre vittorie, di cui due fuori casa e una nello scontro diretti, ha meritato ampiamente questa posizione. È normale che il campionato non si possa definire terminato, perché ci sono ancora diverse giornate da disputare, però il vantaggio è così ampio che basta gestirlo per portare a casa il primo posto".
Accennavi allo scontro diretto vinto proprio contro il Catania: quanto ha inciso? Perché alla fine forse è stato quello lo spartiacque della stagione.
"Sì, sicuramente era una gara decisiva ai fini del primo posto perché si incontravano le due squadre migliori del campionato, quelle che hanno dimostrato di avere una condizione superiore durante il percorso. Aver vinto lo scontro diretto è stata probabilmente la mazzata definitiva per staccare ulteriormente il Catania. I sanniti hanno dimostrato tutto il loro valore, riuscendo a essere incisivi nei momenti chiave. Mi vengono in mente la vittoria con l'Atalanta U23 fuori casa o quella col Picerno al centesimo minuto: sono dettagli che alla lunga fanno la differenza".
Di quanto i dettagli, anche un solo punto, facciano la differenza, lo ha dimostrato la Salernitana, che ora può solo sperare nei playoff. Mai facili.
"Il problema della Salernitana è stato proprio quello che è mancato anche al Catania in alcuni momenti: la continuità di risultati. Secondo me ha una rosa di altissimo valore individuale, con giocatori che questa categoria l'hanno già vinta, nel valore assoluto è al livello di Catania e Benevento, però è stata discontinua. Forse non si è mai creata l'alchimia giusta tra pubblico, società e squadra: quando manca questo feeling, la squadra ne risente, ma nei playoff, comunque, resta una squadra che potrà dire la sua".
A proposito di clima giusto, si può dire che in casa Benevento l'arrivo di Floro Flores ha cambiato in positivo la stagione?
"Già al momento del cambio in panchina, dissi che Floro Flores è un allenatore con valori tecnici importanti. L'avevo visto allenare la Primavera e ha un'ottima idea di gioco, bisognava solo capire come si sarebbe approcciato al mondo dei "grandi": a distanza di 4-5 mesi, devo dire che ha risposto alla grande. È entrato in punta di piedi in una situazione comunque positiva, perché la squadra con Auteri esprimeva già un buon calcio, e ha saputo incidere. Ha cambiato modulo, proponendo qualcosa di diverso, e la gestione del gruppo è stata fondamentale. Se guardi la classifica marcatori, il Benevento ha portato 4 o 5 giocatori vicino alla doppia cifra: quando riesci ad alternarli e a farli esprimere tutti allo stesso livello, il merito è dell'allenatore".
Tra gli elementi che stanno brillando in casa sannita c'è uno di cui forse si parla troppo poco: Davide Lamesta.
"Lamesta è stato una di quelle 4-5 "bocche di fuoco". Portare in doppia cifra Salvemini, Lanini e Manconi, e avere giocatori da 7-8 gol come lo stesso Lamesta, Mignani o Improta è un grande merito del mister. Significa che ha saputo gestire bene le forze, ha fatto performare tutti".
Dalla parte opposta della classifica, invece, ecco il Trapani, che ha pure 20 punti di penalità ed è penultimo: salvare la stagione non sarà semplice.
"I problemi ci sono ed è evidente. Avere un -20 fa capire che ci sono stati gravi problemi gestionali, soprattutto con un presidente che i soldi li ha però messi. A volte non si capisce come possano accadere queste cose in società che puntavano a vincere e hanno fatto un mercato importante. Secondo me il nodo della questione non è il numero delle squadre, ma i regolamenti, perché spesso anche proprietà facoltose finiscono in queste situazioni; mi viene in mente la Triestina, dove nonostante gli investimenti milionari ci sono state grosse difficoltà. È più un problema di controllo gestionale che di format del campionato".
Si parla tanto di riforma, ma alla fine siamo sempre al punto di partenza. Sembra che non interessi a nessuno attuarla concretamente.
"La riforma è di difficile attuazione perché bisogna toccare gli interessi di tutti, dalla Serie A alla Lega Pro. Ognuno coltiva il proprio orticello e nessuno vuole cedere nulla. Credo che una riforma non sarà attuabile a meno che non venga imposta dall'alto ai club".
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