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Vigorito sulla riforma del sistema: "Troppi club professionistici. Serve un testo unico del calcio"TUTTO mercato WEB
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 09:52Serie C
di Luca Bargellini

Vigorito sulla riforma del sistema: "Troppi club professionistici. Serve un testo unico del calcio"

La terza esclusione consecutiva dai Mondiali come punto di non ritorno. Una legge sul calcio ferma a vent'anni fa. Oreste Vigorito, presidente del Benevento e voce storica del calcio italiano 'di provincia', non usa mezze misure quando parla del sistema: "Il tempo delle contrapposizioni è finito. Servono altre logiche e, soprattutto, coesione". La diagnosi: un fiume senza manutenzione Per Vigorito, i problemi del calcio italiano non sono congiunturali ma strutturali. "La nostra incapacità di innovare è diventata strutturale - afferma il presidente giallorosso attraverso le colonne del Corriere dello Sport -. La Legge Melandri ha quasi 20 anni e, nel frattempo, sono arrivati i diritti tv, ondate di atleti stranieri, fondi d'investimento con risorse da Stati sovrani. Abbiamo bisogno di un testo unico del calcio italiano che non c'è e, purtroppo, nessuno ne avverte la mancanza". La metafora che usa è potente: "Il nostro calcio è un fiume che scorre lento e il cui alveo nessuno manutiene più: gli argini sono pieni di detriti che hanno intasato un corso d'acqua sempre più flebile". Governance e primarie: servono facce nuove Sul fronte della governance federale, Vigorito è netto: il sistema delle assemblee elettive non funziona più. "Bisognerebbe procedere attraverso primarie. Davvero si crede che Malagò o Abete, entrambi miei amici e persone che stimo, che tanto hanno dato allo sport italiano, bastino da soli a cambiare lo stato delle cose? Servirebbero nuovi dirigenti, di cui non c'è traccia all'orizzonte. Sono stato vicepresidente di Lega B con Mauro Balata: abbiamo incontrato tante volte Gabriele Gravina, parlato di riforme indispensabili, avanzato proposte concrete. Ma nel famoso fiume i tronchi galleggianti continuano a urtare uno contro l'altro. E restano lì". Troppi club, sostenibilità impossibile Tra le tre priorità che Vigorito cambierebbe con "poteri straordinari", c'è una diversa ripartizione tra le leghe: "Dilettanti e la Lega Pro hanno grande forza nell'elezione della governance federale, ma poi le loro società hanno difficoltà economiche quasi impossibili da sostenere". Ma anche una riduzione del perimetro professionistico: "Sono troppi i club professionistici. Bisogna prendere atto di questa insostenibilità". Il presidente del Benevento punta il dito anche sulla mobilità verticale come spia del sistema malato: "Chi viene promosso in A quasi sempre retrocede. Perché non c'è equilibrio né sostenibilità. E i risultati non sono più contendibili". Agenti e salary cap: le due leve Sul costo del lavoro, Vigorito individua due strumenti concreti. Il primo riguarda i procuratori: "I calciatori vengono portati sistematicamente a scadenza e, alla fine, gli unici a guadagnarci sono i procuratori". Il secondo è il salary cap: "Se si mettono tetti agli ingaggi e le risorse restano dentro i club che valorizzano i giovani, si evita anche che il sistema perda valore economico". Una visione coerente con la sua terza priorità di riforma: "Normerei diversamente l'attività dei procuratori, che drenano risorse senza alcun beneficio per il movimento".