Salernitana, Arechi vuoto e Faggiano in discussione. La querelle societaria incide sui risultati
Una Salernitana arrendevole, rinunciataria, disorganizzata e con enormi limiti tecnici perde ancora una volta in casa e vede allontanarsi forse definitivamente quel terzo posto che sarebbe stato obiettivo minimo in una stagione partita tra mille aspettative e che rischia di chiudersi in modo disastroso. Il Benevento ringrazia e fa festa in un Arechi che non era così vuoto nemmeno ai tempi della D e del Salerno Calcio, con gli ultras che hanno comunque accompagnato la squadra fino alla fine salvo poi assistere alla festa dei giallorossi sotto il settore ospiti. E’ bastato un calcio di rigore trasformato da Salvemini a restituire la cadetteria alla formazione di Floro Flores, quasi incredula per l’atteggiamento dei padroni di casa.
Il primo e unico tiro in porta è arrivato al 92’ e lo ha effettuato De Boer dai 20 metri, per il resto tutti arroccati dietro la linea della palla per difendere un punto che comunque non sarebbe servito praticamente a nulla. Cosmi dietro la lavagna. Il mister, al momento, non ha inciso: terza sconfitta in un mese e mezzo dopo quelle con Casertana e Potenza, gioco prevedibile, monotematico e senza qualità, classifica che è notevolmente peggiorata e sensazione che Raffaele non fosse il problema di una squadra costruita male dal direttore sportivo Daniele Faggiano. I tifosi invocano le dimissioni di un dirigente che si era presentato a luglio promettendo una Salernitana altamente competitiva e pronta a lottare per la B diretta salvo poi trovarsi fuori dai giochi già a gennaio e ora addirittura a -20 dai giallorossi. Un fallimento senza precedenti che avrebbe dovuto spingere il club a prendere drastiche decisioni, pur con la scelta già presa per giugno: al netto di un altro anno di contratto è chiaro che Faggiano sarà esonerato.
Ma tanti calciatori stanno venendo clamorosamente meno da settimane. Villa non è più performante da novembre, Quirini ha causato il rigore e continua a fare disastri ogni volta che viene chiamato in causa, Carriero non ha aggiunto qualità e quantità al centrocampo e l’attacco sta facendo tremendamente fatica. Certo, se Lescano gioca stabilmente nella propria metà campo con compiti difensivi e si preferisce il baby Boncori al tandem Ferrari-Ferraris è evidente che ci sia qualcosa che non va. Tattico, tecnico, disciplinare, atletico? Al netto delle smentite di rito anche la querelle societaria sta destabilizzando l’ambiente e lo spogliatoio. Iervolino, dopo aver promesso permanenza e ritorno in A in 3 anni, ha firmato un preliminare di cessione a ridosso della gara col Crotone suscitando anche il malumore dello staff tecnico. Successivamente ha bocciato la proposta di Giovanni Lombardi invitando la tifoseria e la politica locale a proporre un eventuale sostituito pronto a intervenire qualora Rufini – indiziato numero uno a prendere il suo posto – non rispettasse gli accordi presi 20 giorni fa. Nel mentre il presidente Milan si è defilato, non c’è un esponente della società al fianco della squadra e Iervolino, pur di porre fine a quest’esperienza estremamente deludente, sarebbe disposto ad accollarsi ulteriori spese cedendola a un prezzo simbolico. Con questa situazione in sottofondo e un organico lacunoso in tutti i reparti con quale spirito si faranno i playoff?
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