Benevento in B. Allegretti: "Premiato il lavoro di un team intero. Vigorito? Passionario"
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Nel corso della diretta mattutina di A Tutta C, il format di TMW Radio interamente dedicato al mondo della Serie C, è intervenuto Riccardo Allegretti, che, da ex, ha commentato la promozione del Benevento in Serie B: "È stata decisamente meritata, sì, sia per il percorso che ha fatto la squadra che per le scelte coraggiose che sono state prese e, non ultimo, per la passione, e non solo quella, che ci mette il presidente Vigorito da sempre: sono molto contento".
A proposito di Vigorito, forse in tanti gli avevano dato del folle quando ha affidato la squadra a Floro Flores: la scelta, però, si è rivelata più che mai vincente.
"Assolutamente sì. Però è chiaro che poi, al di là delle scelte di un presidente, c'è il lavoro di tutte le persone che fanno parte del team, come il Direttore Sportivo, il Direttore Generale, e anche a una serie di collaboratori che poi io conosco personalmente perché ci ho giocato assieme. Quindi quella di Floro Flores è stata una scelta coraggiosa, ma secondo me anche studiata, e ha portato i suoi frutti. Parliamo spesso di problematiche legate alle scelte per quanto riguarda i giovani giocatori, ma in questo caso, aver messo in prima squadra un giovane allenatore che stava facendo già bene in Primavera è un risultato positivo. I punti lo dimostrano, il percorso lo dimostra e anche il modo in cui ha dato la tranquillità giusta a una squadra sicuramente forte. In questo caso, però, ci volevano anche capacità di gestione, che Floro Flores ha dimostrato di avere".
Aspetto, questo ultimo evidenziato, che ci proietta in un'altra piazza che lei conosce, ma dal trascorso opposto ai campani: alla Triestina Geppino Marino ha dimostrato che c'era una squadra che lui ha saputo gestire. Probabilmente il suo esonero non è stata cosa "buona e giusta", perché è stato lì il momento del tracollo degli alabardati.
"Sì, una situazione chiaramente diversa da quella di Benevento, ma i numeri parlano, e nel calcio sono molto importanti. La squadra stava facendo bene, e, in una situazione difficile come quella che ha vissuto la Triestina da inizio stagione, Marino stava facendo un percorso con dei punti normali per una squadra che deve puntare alla salvezza. Forse in quel momento la società ha pensato di puntare su un allenatore di grandissima esperienza e curriculum come Tesser ma purtroppo gli allenatori non hanno la bacchetta magica. La Triestina ha sempre vissuto, come ho detto, una situazione particolare, non conosco le dinamiche interne ma ripeto che i numeri parlano: la Triestina, nonostante la penalizzazione, oggi sarebbe in zona playout".
La riporto nuovamente in Campania, appunto in terra sannita: si aspettava l'exploit di Floro Flores, sempre rimanendo sul tema allenatori?
"Non me l'aspettavo nel senso che comunque c'è sempre una percentuale di rischio in una piazza importante come Benevento, quindi è chiaro che poi, al di là del percorso calcistico che è di tutto rispetto da parte di Floro Flores, subentrano altre problematiche quando si fa l'allenatore. Lui è stato bravo a vivere i momenti. Poi è chiaro che una serie di vittorie ha agevolato il lavoro, ma non succede a caso che si vinca così tanto. Serve la mentalità giusta, serve la predisposizione giusta, serve un team che lavora in maniera affidabile e credibile. E ripeto che questa promozione a me fa molto piacere sia per la realtà, che ho avuto la fortuna di vivere, che per la scelta fatta: viviamo sempre in un sistema dove si fa fatica a fare scelte del genere, dove magari si punta addirittura, a volte, su allenatori che arrivano da altre realtà estere, mentre la dimostrazione spesso è che abbiamo in casa - soprattutto oggi, dove la preparazione è molto più accurata rispetto a prima - le possibilità di fare scuola. Di giovani allenatori ce ne sono tanti".
Oltre i tecnici, a proposito di piazze a lei note, il Grosseto ha festeggiato il ritorno tra i pro.
"Sì, e lo ha fatto in un campionato complicato come quello della Serie D, in un girone complicato come il Girone E, dove ci sono altre realtà importanti che hanno costruito squadre importanti. In Serie D contano molto, in sessione di mercato, le scelte giuste per quanto riguarda gli under, perché rappresentano qualcosa di importante visto che c'è l'obbligo di farne giocare tre, ma non sempre succede che facendo grandi investimenti si riescano a ottenere risultati. Il Grosseto ha puntato su un allenatore che ha un curriculum, credo, tra i più vincenti nella storia della Serie D, ed è riuscito a raggiungere l'obiettivo, anche lì mantenendo un percorso di vittorie, di credibilità e di forza".
Cosa si aspetta adesso dalla compagine maremmana per quello che sarà poi il prossimo campionato di Serie C?
"Devo essere sincero, la realtà del Grosseto oggi la conosco meno rispetto ad altre realtà, perché è un girone distante da quello di cui facevo parte io. Ma al di là di questo, ho guardato qualche partita, perché c'era stato un periodo in cui potevo essere vicino al Prato, che poi ha fatto un'altra scelta, e la squadra è buona, ma non conosco la proprietà. La scelta importante, secondo me, dovrà essere fatta o verrà fatta da parte dell'allenatore: se continuare a essere un allenatore top in Serie D o riprovare un'esperienza in C. Vediamo un po' quello che succederà".
Floro Flores, invece, la riconferma per la Serie B se l'è meritata?
"Assolutamente sì. Per quanto ha fatto, per il percorso che ha compiuto e per quello che potrebbe rappresentare per il futuro del nostro calcio. Abbiamo parecchi esempi di allenatori giovani che sono stati messi in prima squadra e che poi stanno dando continuità alle loro capacità, quindi sarebbe un peccato non confermarlo. È chiaro che la Serie B è un campionato diverso rispetto alla C, però secondo me ha tutti gli elementi per fare bene".
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