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I fischi del Dall'Ara e lo sciagurato 2026 di un Bologna che dopo ieri non ha più obiettiviTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 09:45Serie A
di Raimondo De Magistris

I fischi del Dall'Ara e lo sciagurato 2026 di un Bologna che dopo ieri non ha più obiettivi

Un anno fa di questi tempi il Bologna si preparava a vivere il momento più esaltante della sua storia recente. Da un paio di giorni la squadra di Vincenzo Italiano aveva staccato il pass per la finale di Coppa Italia regolando l'Empoli anche nella sfida di ritorno, mentre in campionato era reduce dal successo contro l'Inter grazie a un gol di Riccardo Orsolini allo scadere. Una rete che mandò in visibilio il Dall'Ara, che alimentava tra i tifosi il sogno di un'altra qualificazione in Champions League. La squadra di Vincenzo Italiano alla fine non riuscì a posizionarsi tra le prime quattro, ma il finale fu ancora più esaltante rispetto a dodici mesi prima. La vittoria all'Olimpico contro il Milan e una Coppa Italia alzata al cielo 51 anni dopo l'ultima volta ha trasformato il 14 maggio 2025 nel punto più alto della storia del club in questo millennio. Il trionfo di un'intera città. Un anno dopo il clima al Dall'Ara è ben diverso e ieri, dopo la decima sconfitta incassata in campionato dai rossoblù in questo 2026, dagli spalti del Dall'Ara sono piovuti anche i fischi. "E sono giusti", ha detto Italiano al termine del match senza cercare giustificazioni. "Se c'è uno che non molla sono io e dobbiamo rimboccarci le maniche. Dobbiamo smettere di fare regali e cercare di sistemare le cose". Peccato però che oggi il Bologna non abbia più nulla da chiedere alla stagione. La sconfitta di ieri ha reso impossibile anche la corsa al settimo posto che, in caso di vittoria dell'Inter in Coppa Italia, vuol dire qualificazione alla prossima Conference. In Europa League la squadra di Italiano è stata strapazzata dall'Aston Villa di Emery, in Coppa Italia eliminata ai quarti di finale dalla Lazio. E' però il campionato a spiegare meglio di qualsiasi coppa il crollo del Bologna in questi primi quattro mesi dell'anno solare: 22 punti in 18 partite di cui dieci perse. Una media da squadra stabilmente nella parte destra della classifica, non all'altezza della storia recente di un Bologna che quest'anno s'è smarrito. Di una piazza a cui, dopo quanto vissuto negli ultimi anni, interessa poco o nulla dell'ottavo posto.